mercoledì 25 marzo 2015

PRESENTAZIONE "ECHI DALLE TERRE SOMMERSE"- AUTRICE FEDERICA LEVA




1)   PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE



Buongiorno! Sono Federica Leva, autrice della saga fantasy La Saga del Rinnegato. Oggi vi presento Echi dalle Terre Sommerse”, il primo romanzo de "La saga del Rinnegato", Sereture Edizioni.



SINOSSI


Dell’antico mondo rimangono solo gli arcipelaghi che costellano le acque dei grandi mari. Le ballate recitano che sia stato il pianto di un dio a distruggere ogni cosa, mentre un uomo lo malediceva per aver ucciso l’unica che donna che avesse mai amato. Ora, da qualche tempo le stagioni inciampano l’una nell’altra e la terra trema con sempre maggior frequenza. Il giovane Tresan è preoccupato. Le Stelle Cacciatrici che infestano la sua Mappa Astrale stanno cambiando ripetutamente aspetto e posizione, come se un qualcuno si stesse risvegliando, sollevando la coltre degli oceani. Nessuno sa chi sia, eccetto lo spirito dello schiavo-re che l’ha affrontato in passato e che è ritornato per definire le sorti della partita. Con stupore e terrore, Tresan scoprirà cosa vorrà quello spettro, da lui, e a quale prezzo.

Un’incontenibile passione, un inevitabile sacrificio. E sopra ogni cosa, gli oscuri presagi della Luna Sanguigna.



Nelle immagini, potete vedere qualche mappa del mondo che ho creato. La carta generale mostra tutte le terre che verranno coinvolte nella storia. A Elvaner nasce il mio protagonista, Tresan, mentre il primo romanzo sarà ambientato perlopiù nel Regno di Rovanea. 







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L'ebook è disponibile anche su Ebooks, IBS e su tutti i principali store on line.
Il cartaceo, edito in edizione speciale, è esaurito. La ristampa sarà disponibile a breve.


Nel prossimo post vi mostrerò il booktrailer e inserirò un estratto del romanzo. A prestissimo!


2) Ciao a tutte, Stelline. Come promesso, ecco a voi il booktrailer del romanzo “Echi dalle Terre Sommerse” e un estratto.

 
ESTRATTO

In questo brano, Sheraen, una giovane spia dei Confidenti del Regno, è in missione nel castello dei Kulldren per svelare gli intrighi del nipote del re, Damon, ai danni della corona. Poiché è albina e non è opportuno che desti l’interesse della corte, si è tinta i capelli d’un orribile arancione carota, indossa una gobba finta e si finge sordomuta.
Da sei anni, Sheraen ha scoperto di possedere il dono della telepatia. Il primo volto che ha visto è stato quello di Tresan, il protagonista e dopo aver inutilmente cercato di liberarsene, si è accorta di provare un dolce sentimento per lui. Ma il ragazzo ancora non la conosce e ora si sta sposando con la cugina del suo migliore amico. Sheraen, vittima del suo stesso dono, è costretta ad assistere alle loro nozze e con dolore riconosce d’essere troppo insignificante per sperare di essere apprezzata da lui. Invece, quando si incontreranno…



“Sheraen non avrebbe voluto assistere a quelle nozze e il pomeriggio del matrimonio lavorò più duramente del solito nelle cucine e al lavatoio, cercando di distrarsi. Le immagini dei preparativi le balenavano nella mente come lampi durante un temporale e dopo aver strappato la tunica del cuoco, a forza di strofinarla e di batterla sulla pietra, salì sugli spalti e sedette fra due merli, le gambe abbandonate nel vuoto. Sotto di lei, il fianco roccioso della collina cadeva a strapiombo nel mare. La celebrazione stava per iniziare e la sua mente era ostinatamente invasa da immagini vivide e prepotenti. Con uno spasmo di dolore, scorse Tresan tendere la mano a Maribelna per accompagnarla nel tempio della Dea Melyss. A tratti, colse alcune scene della cerimonia. Maribelna, vestita con un sontuoso abito di broccato verde, seguiva le parole dell’Eminente Valjr senza muoversi, composta e impassibile come una regina. Al suo fianco, Tresan era raggiante e il modo in cui sorrise alla moglie, mentre l’Abate annodava il nastro nuziale attorno alle loro mani unite, le spaccò il cuore. Era lo stesso ragazzo di cui non si era voluta occupare, sei anni prima, ma dopo averlo sorvegliato tanto a lungo si era illusa che fra loro ci fosse un legame speciale. Qualche volta si era sorpresa a fantasticare sulla sua espressione pensierosa e sulla forma seducente della bocca; ma erano stati sogni insensati. Lui era un nobile e lei un’orfana che i Patriarchi avevano trovato in fin di vita su una spiaggia, all’età di otto anni, e che avevano avuto la compiacenza di allevare come spia. Non ci sarebbe mai stato niente, tra loro, all’infuori di quello che gli Dèi avevano già stabilito.
Non riuscì ad alzarsi per molto tempo; solo mentre Tresan baciava la sposa davanti al tramonto trovò la forza di raccogliere la ruvida veste da sguattera e di ritornare nello sgabuzzino in cui dormiva. Imbruniva, e gli altri servi si stavano già avviando verso le cucine per cenare. Sheraen passò dal retro per non incrociarli, e si richiuse la porta alle spalle. Si sentiva lo stomaco in subbuglio e non sarebbe riuscita a toccare cibo, tanto meno la minestra insipida e mezza fredda che era costretta a mangiare tutte le sere. S’accostò al pagliericcio, illuminato da una finestrella sporca, e dalla sua sacca trasse una boccetta di latte d’oppio, valeriana e biancospino. Era colma per metà e la bevve d’un fiato. “Non voglio che le scene della vostra notte di nozze mi tormentino i sogni”. Si distese sulla paglia e rimase a fissare le ragnatele sul soffitto fino a quando non si sentì invadere da un irresistibile torpore. Allora allungò una mano, si tirò la coperta fin sopra la gola e con sollievo s’abbandonò al sonno.
Si svegliò prima dell’alba. Accese una candela e si specchiò in un vetro rotto che aveva appeso al muro, sopra le scope. Mentre finiva di sistemarsi la finta gobba sulla schiena, la porta si aprì e la serva Marièl venne a chiamarla.
«Sei pronta, bambina? Il principe Damon si sveglierà fra poco e vorrà la colazione.»
Lei rispose con una goffa riverenza. Da quando aveva servito durante l’incontro fra Marlifer e Ger, ogni tanto veniva inviata nelle stanze regali per svolgere qualche lavoro di fatica, come rigovernare il salotto di Damon dopo un festino o svuotare la comoda dei principi, e per quanto alcune mansioni le ripugnassero, erano momenti preziosi per avvicinarsi agli appartamenti reali senza destare sospetti. Essendo efficiente e discreta, Marièl la mandava sempre più spesso nell’ala signorile, e lei esultava.
«Non tardare» le raccomandò la donna, gesticolando per farsi capire. «É inutile che tu perda tempo davanti a quel vetro. Sei tanto cara, Tika, ma non sarai mai graziosa. Ti aspetto in cucina.»
Uscì, e Sheraen indugiò per un momento a specchiarsi. I suoi tratti erano appena percepibili, al lume della candela, ma con una stretta al cuore dovette ammettere che Marièl aveva ragione. Non era brutta e in Accademia qualcuno l’aveva perfino corteggiata, ma era una creatura pallida e senza colori. Il duro lavoro e la fame le avevano scavato le guance e da qualche tempo aveva cerchi scuri sotto gli occhi. Anche se Ger fosse rimasto al castello, invece di partire per Myrdrassa, difficilmente avrebbe riconosciuto in quella servetta emaciata la presunta nipote degli Alti Sacerdoti di Ályshan. Si toccò le mani, tagliate dall’acqua gelida del lavatoio, e pensò che avrebbe dovuto prepararsi una crema all’aloe per ammorbidirle e un’altra alla calendula per cicatrizzare le piccole ferite. S’immaginò come doveva apparire a chi la vedeva per la prima volta e trasse un sospiro di sconforto. Era insignificante anche senza la finta gobba, con quegli occhi scialbi e i capelli morti! Tresan non l’avrebbe mai voluta, nemmeno se non si fosse sposato con Maribelna. Soffocando dentro di sé il dolore per le sue nozze, finì di allacciarsi l’informe camicia di cotone grigio che le cadeva fino ai piedi. Non doveva pensarci. Su, nella stanza più lussuosa nella torre, Damon l’aspettava per la colazione e, ignaro che potesse sentire, avrebbe sparlato di suo zio, di Erlanes e di tutti i Misreneani che vivevano sulle terre dei Kulldren e magari le avrebbe rivelato qualche informazione preziosa.
Si sorrise nel vetro e i suoi occhi si assottigliarono come quelli di una gatta in caccia. Era la migliore spia dell’Accademia di Rovanea e l’avrebbe dimostrato ancora una volta.


BOOKETRAILER
Musica composta per il booktrailer dal M° Gabriele Caselli.

    video




3) Le immagini di base che vedrete, da qui in poi, sono tratte del web e appartengono ai rispettivi autori. La composizione grafica, realizzata da me, ha il solo scopo di fornire un'idea delle fattezze dei personaggi del romanzo.


 Inizio a presentarvi i protagonisti del primo romanzo della Saga.
Tresan Hardan. Tresan è il figlio cadetto del Sopracavaliere di Elvaner, un feudo del grande arcipelago chiamato Misrenea. Nel romanzo lo vediamo crescere dai tredici ai ventitrè anni. Ha un’indole sognante ma determinata.
All’età di undici anni, dopo un breve terremoto scopre in mare quelli che, ai suoi occhi, sono i resti di un’antica città e nei suoi sogni immagina che sul trono di quella città sedesse il leggendario Re d’Ambra, le cui spoglie giacciono nel giardino della Dea. Spera che quel re antico sia un suo avo, e quando trova il frammento di un gioiello, sopra la sabbia, per un attimo ha la visione di un re selvaggio, dai lunghissimi capelli neri e la pelle di bronzo, e si convince che nel suo sangue scorra quello di quel grande guerriero.
La sua venerazione per quell’uomo vissuto dodicimila anni prima non è casuale. Nella sua Mappa Astrale, un’intera costellazione è formata dalle temibili Stelle Cacciatrici, segno che un’anima antica sta per entrare nella sua vita. Tresan ignora chi sia e che cosa voglia da lui. Sa solo di essere sensibile all’influenza nefasta di Athera, la luna sanguigna, anche se in lui non scorre nemmeno una goccia di potere magico. Perché, allora, ogni tre mesi gli ritorna lo stesso incubo e perché, a volte, ha la sensazione di scorgere un antico schiavo che gli sorride? Non può essere quel re… o sì? Se almeno sapesse qualcosa, su di lui! Ma le ballate raccontano soltanto che prima di morire aveva maledetto un dio dimenticato, per vendicare la morte della donna che amava. Anche se davvero quello spettro stesse ritornando per completare la sua vendetta contro un dio, perché dovrebbe proprio cercare l’aiuto di Tresan? Scoprire il suo legame con quello spirito sarà solo il primo passo verso una vita che non avrebbe mai immaginato di vivere.





4) Buongiorno, Stelline. Dopo avervi presentato la sinossi di "Echi dalle Terre Sommerse", il booktrailer e Tresan Hardan, oggi vi presento Sheraen Vestren, una delle protagoniste femminili della Saga.


Nata albina in una famiglia di Sottocavalieri - la nobiltà decadente di Rovanea -, viene considerata una sventura dal padre, che la condanna a morte all’età di otto anni. Ma la bambina non deve morire. La sua carta della nascita è inquieta e alcune stelle della sua Casa sono legate a quelle di Tresan. Salvata e portata all’Accademia dei Confidenti del Regno, la bambina cresce e diventa un’abile spia. All’età di sedici anni sviluppa il raro dono della telepatia, che le consente di entrare nella mente delle persone e di piegarle alla sua volontà, ma purtroppo non riesce a fare in modo che le vittime non si accorgano della sua invadenza. Pertanto, non può usare questo talento durante le sue missioni, eppure accetta ugualmente gl’incarichi più pericolosi, sopportando ogni tipo di violenza e umiliazione, pur di raccogliere le informazioni necessarie al regno di Rovanea.
Il primo volto che scorge, il mattino del suo sedicesimo compleanno, è quello di Tresan, e capisce che dovrà prendersene cura, perché così vogliono gli Dèi. Sheraen si ribella. Perché dovrebbe far da balia a un mezzo contadino che vive su un’isola lontano da lei? D’accordo, il ragazzo è affascinante, ha occhi profondi e la bocca ha una piega sensuale, ma lei è una spia, non la sua custode! A poco a poco, però, i suoi sentimenti cambiano e quando Tresan si sposa con la cugina del suo migliore amico assiste con dolore alle loro nozze. Ma sperare in un legame, con lui, sarebbe stato comunque folle. Lei è solo un’orfana senza dote e non ha la bellezza esuberante della donna che Tresan ha scelto per la vita. Perché mai lui dovrebbe alzare il suo sguardo su una creatura indegna come lei? Protetta dal suo potere, Sheraen accompagna Tresan in altri momenti della sua vita, e una notte, mentre lui prega in un cimitero, gli si rivela per qualche istante aprendo gli occhi nel cielo. Lui scorge due meravigliose stelle color ametista brillare fra la costellazione della sua Casa, e ne rimane affascinato. Quando si incontreranno…






5) Oggi conosciamo Astrid, la Donna del Serpente. Ha capelli fulvi e mossi, e gli occhi argentati. È stata una grande maga, nei tempi in cui la magia scorreva nella linfa della terra ma ha perso i suoi poteri durante una terribile lotta di magia, 1600 anni prima degli eventi narrati nel romanzo. Dopo la strage dei maghi e la scomparsa della magia, ha conservato soltanto il privilegio di invecchiare molto lentamente, e anche se ha quasi 3000 anni, ne dimostra poco più di 30. È una Magistra esperta in medicina, riconosciuta e rispettata anche nella capitale del regno. Anni prima, è stata la più cara amica della madre di Tresan, e quando il ragazzo ha tredici anni si impone nel palazzo degli Hardan come sua istitutrice. Le discussioni con Aldric, il padre di Tresan, sono frequenti, ma Astrid ha un temperamento forte e inflessibile: anche se Aldric rifiuta di inviare il figlio fra le Guardie Scelte del Re, sarà lei a educarlo alle arti militari e spirituali che si apprendono nell’Accademia di Aldemar. Ha visto la Mappa Astrale del ragazzo, e sa che è gremita di Stelle Cacciatrici. Non sa che cosa significhi, ma nessuna mappa è mai stata tanto infestata da quelle stelle di sventura, nemmeno nei tempi in cui la terra era percorsa dalla magia. Ha compreso che il risveglio di spettri antichi stravolgeranno il futuro di Tresan, e vuole che il ragazzo sia pronto ad affrontare le insidie che lo colpiranno. In più occasioni cerca di convincere Tresan, ormai adulto, a cercare protezione ad Aldemar e dovrà utilizzare un pericoloso stratagemma, per farsi obbedire. O le lacrime o il suo sangue, decide. E sceglie il suo sangue.




  
6) Volèn – Volènanthiel. Alto, robusto, capelli e occhi grigi, barba corta e bianca – l’immagine non lo descrive appieno, ma non ho trovato nulla che si avvicini davvero all’aspetto che ho scelto per lui.
È lo zio di Astrid, ed è più anziano di lei. A volte indossa tuniche azzurre, altre volte sembra un guerriero. Mille anni prima ha edificato un’Accademia Militare, sulle pendici del vulcano Gwire – spento – e d’allora si è occupato dell’addestramento delle Guardie Scelte del Re. E' anche uno studioso e ha capito che i terremoti e i maremoti che colpiscono le isole degli arcipelaghi non sono casuali, ma è come se qualcuno si stesse risvegliando, dal fondo degli oceani, liberandosi a poco a poco della coltre di mare che lo ricopre. Intuisce che la ruota del Karma ha avvicinato Tresan a uno spettro sconosciuto, ma solo quando il ragazzo ha ormai ventidue anni riesce a portarlo nella sua torre, per far luce sui fatti che stanno insanguinando la sua vita. Sarà lui, indirettamente, ad aiutare Tresan a capire quale legame lo unisca all'anima del Maledetto.
I suoi segreti e il suo passato verranno svelati a poco a poco durante la saga.





7) Damon Randeran.
Un personaggio "cattivo", anche se scoprirete che forse sì, è cinico e spietato, ma ha più sfumature caratteriali di quanto non possa sembrare a prima vista.

Alto, capelli color della notte, occhi blu zaffiro. Affascinante e colto. È cugino di Tresan da parte di madre. È anche nipote ed erede del Re, ma all’età di undici anni lascia la corte per seguire un saltimbanco che ha promesso d’insegnargli la nobile e perduta Arte Shelavin (la magia). Damon ambisce a ereditare il trono dell’immenso arcipelago, ma senza rinunciare al sogno di diventare un mago. Per anni si sforza di apprendere, e riesce perfino a compiere qualche piccolo prodigio, ma ogni cosa ha un prezzo. Marlifer, il suo mentore, gli chiede di mettere a ferro e fuoco ogni regno, ogni isola e ogni città per stanare Astrid e Volèn, colpevoli di qualche misfatto che Damon ancora ignora. Damon, certo di avere le doti per risvegliare la magia, accetta. Poi accade un evento inatteso. Marlifer si interessa a Tresan e a volte, con crudeltà, osserva che forse ha portato con sé il ragazzo sbagliato. Affranto al pensiero di dover rinunciare ai suoi sogni di grandezza e offeso dallo sprezzo del mago, Damon sente nascere in sé un odio implacabile verso il cugino. Non gli basterà disonorarlo e rovinargli la carriera militare, per trarne soddisfazione. Vuole la sua testa, e un giorno, giura, l’avrà.









8) Penultimo post della presentazione di “Echi dalle terre Sommerse”. 
Chi presentarvi. Altri due "cattivi" della vicenda, che ne dite? Come tutti i miei personaggi, anche loro non sono totalmente malvagi. Hanno ideali, valori e antichi rancori da placare. Sonod estinati a evolversi, nel corso della saga.
Marlifer. Uno dei pochi maghi sopravvissuti alle Guerre di Magia. Come Volèn e Astrid, ha perso i suoi poteri ma invecchia molto lentamente. Ha i capelli brizzolati, gli occhi grigio-verdi e la voce musicale. È animato da un indomabile spirito di vendetta ed è disposto a mettere a ferro e fuoco tutti i regni, pur di stanare i suoi vecchi compagni di Gilda e ucciderli. Quale sia il torto che ha subito, ancora non è reso noto, e lo si scoprirà più avanti. Nel primo romanzo, Marlifer stringe una sordida alleanza con Ger, l’Apostata del grande Dio di Rovanea, per ottenere il sostegno militare di Myrdrassa contro gli arcipelaghi di Misrenea. È mentore di Damon, il nipote del re. 


Ger, l’Apostata. Membro dei Dodici, il Cerchio degli Adepti del dio Ályshan, abbandona l’Ordine quando propone di servire il dio che si sta risvegliando, rinnegando gli Dei di Misrenea. È sinceramente convinto che questo salverebbe gli arcipelaghi dai maremoti e dai sovvertimenti delle stagioni, ma i suoi compagni lo accusano di eresia. Furente, abbandona Rovanea e raggiunge Damon e Marlifer in Valmādria, dove stringe alleanza con Marlifer. I suoi rapporti con Damon sono invece ostili. Ger considera Damon un illuso, la magia è solo un ricordo e nemmeno lui potrà richiamarla nel mondo. Prima della fine del romanzo, Ger salpa per l’Impero di Myrdrassa, perché ha capito che il nuovo dio si rivelerà a quel popolo, e il suo clero lo appoggerà. 





9) Buonasera Stelline. Concludo la presentazione di “Echi dalle Terre Sommerse” parlando di Kasara e Krysalide.

Questi due personaggi appartengono all’antefatto del romanzo, ma sono fondamentali sia per le basi della storia sia per il suo sviluppo. Sono vissuti dodicimila anni prima degli eventi narrati in territori formati da enormi pianure e dolci colline. Kasara è un giovane re, alto, muscoloso, con lunghi capelli neri e gli occhi color smeraldo. È amico dei lupi, che addestra per la guerra e per la caccia. Ha un’indole passionale e allegra, ha cinque mogli, fra cui una schiava sterile a cui vuole bene, e che tiene al suo fianco anche se le leggi del suo popolo prevedano che la ripudi. Viene tradito da un alleato e vede la sua città ardere e cadere, mentre lui e i sopravvissuti vengono condotti via in catene. Dopo due anni di prigionia, si innamora perdutamente di una fanciulla velata. Per portarla via e per salvare i figli che l’ultima moglie gli ha dato, organizza una rivolta, che si conclude con una sconfitta. La fanciulla muore e Kasara maledice il Dio della città, giurando che sarebbe ritornato per vendicare lo scempio del suo popolo e la fine del suo amore. Sulla sua maledizione, la terra trema e si sgretola negli abissi. Dai resti di quelle terre immense, anni più tardi sorgeranno gli arcipelaghi in cui è ambientata la storia principale. 



Krysalide è la fanciulla di cui Kasara si innamora durante la prigionia a Kail’Mass. È una sapiente. Vive nella Casa dei Mirti, indossa solo abiti di veli e perle, e porta il volto sempre coperto, come è d’obbligo per le donne del suo rango. Vede Kasara per la prima volta quando il re viene torturato nell’arena, durante la prima rivolta degli schiavi. Non è la sua bellezza, pur notevole, a incantarla, ma il suo cuore e la nobiltà del suo animo. D’allora, si prende cura delle sue mogli e dei gemellini dello schiavo-re, e lui, commosso dalla sua generosità, la cerca ogni giorno, fino a innamorarsi di lei. Il loro amore è puro ma riescono a condividerlo solo per qualche ora. Krysalide viene uccisa dal Dio della città durante la rivolta degli schiavi e la sua morte spinge Kasara a pronunciare una maledizione che verrà accolta dagli Dèi, mettendo in moto la ruota del karma. La sua somiglianza con Sheraen è ragguardevole e non casuale. Sheraen discende dalle antiche sapienti, e ha i loro stessi occhi di ametista e i capelli bianchi.








Spero che qualcuno di questi personaggi vi abbia incuriosito e che vogliate scoprirne i segreti!

A presto,

Federica Leva




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