lunedì 6 aprile 2015

PRESENTAZIONE "IN VOLO CON TE" - AUTRICE JESSICA MACCARIO


IN VOLO CON TE




1)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Ciao a tutti!! :) Ritorno a presentare un libro, questa volta si tratta del romance contemporaneo “In volo con te”, che alcuni di voi già conoscono. Sto lavorando al seguito, “Questo viaggio è per sempre”, che penso di far uscire in estate (nell’ultimo post vi darò qualche anticipazione ;) ).
Comincio postandovi la sinossi del primo (si tratta di una duologia):

Giulia sente crollare ogni certezza quando suo marito Tommaso se ne va di casa per cercare quella libertà che in Italia gli viene negata. Ad Amsterdam riesce finalmente ad essere se stesso, ma Giulia non sa spiegare alla piccola Carlotta il motivo della sua partenza ed entra in un vortice di dolore che le fa mettere in discussione anche le scelte del passato. Grazie alla bambina, Giulia trova il coraggio per partire e affrontare una volta per tutte Tommaso. Lei, così stupidamente innamorata, e lui, irrimediabilmente gay... Tra discussioni animate e pentimenti, il passato torna prepotentemente nella vita di Giulia e il futuro si prospetta più incerto che mai. L’unica sicurezza è la sua bambina, che travolge tutti con la sua spensieratezza e le impedisce di cadere nella disperazione.
Un incontro inaspettato in aeroporto, una nuova città da esplorare e un vecchio diario sono la migliore medicina. Perché, forse, il suo cuore potrà tornare ad amare ancora...
Un romance spensierato e profondo, che mostra quanto il legame tra madre e figlia possa essere importante, e invita a cercare la luce anche quando tutto sembra andare storto...


2)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Protagonisti: Giulia, Tommaso e Carlotta



Come avrete intuito dalla sinossi, questa è una coppia un po’ particolare. Giulia e Tommaso si conoscono da anni, si sono incontrati anni prima a una festa, sono usciti insieme per qualche mese. Poi, Giulia è rimasta incinta e dalla loro unione è nata Carlotta. Tommaso adora la sua bimba, tanto che decide di assumersi le sue responsabilità e sposare Giulia: mai una volta si pente di averlo fatto, è molto affezionato a entrambe e per la sua piccola farebbe di tutto. Il problema è che lui da anni lotta contro se stesso, contro i genitori, contro la gente del quartiere per la sua omosessualità. Non ha avuto molte esperienze prima di conoscere Giulia, non ha persone con cui confrontarsi, solo una volta ha provato a parlarne con la madre: da quel momento c’è stato come un rifiuto nei suoi confronti e i tentativi di farlo essere un ragazzo “normale” si sono fatti più assidui. Il periodo della sua adolescenza è quello degli anni Novanta, quando se ne parlava molto meno rispetto ad adesso.

Il tema dell’omosessualità è un tema delicato, che ho cercato di trattare con tatto. Conosco le situazioni che si creano nei quartieri di periferia o nei piccoli paesi, dove le idee tradizionaliste sono spesso ancora molto forti. Conosco anche una coppia che ha vissuto per più di trent’anni mostrandosi in apparenza come tutte le altre: soltanto da poco si è scoperto che l’uomo era omosessuale da anni e solo adesso ha decido di andarsene. Questo è ciò che fa Tommaso a inizio libro: decide di trasferirsi ad Amsterdam e d’inseguire un sogno che ha fin da ragazzo: essere uno stilista. Questa volta, senza rinnegare i suoi desideri, senza nascondersi agli occhi della gente. Il libro tratta di libertà e di amore: perché l’amore è amore, di qualsiasi sesso, etnia, religione, ecc, siano le persone

Degli estratti per voi:

Tommaso fugge il mio sguardo per cercare Carlotta, per aggrapparsi all’unico sogno che è riuscito a realizzare. Una figlia la desiderava con tutto il cuore, nonostante tutto.
«Pasticcino, siamo quasi arrivati. Perché non monti sulle spalle del tuo papà?»
Lei ride e io non l’ho mai vista così spensierata, così felice. «Ma papi ormai sono grande, ho quasi nove anni!»
Tommaso ride con lei e la fa volteggiare prendendola per la vita. Dopo tre giri la posa giù con delicatezza e le dà un bacio sulla fronte. «Sarai sempre la mia piccolina, anche se devo ammettere che hai ragione: sei cresciuta di almeno un centimetro e mezzo!»
Carlotta s’imbroncia, poi si volta a guardarmi speranzosa. «Saranno almeno due, vero?»
Annuisco con enfasi e scoppiamo a ridere tutti e tre, finalmente insieme dopo tanto tempo. Insieme come una famiglia, non come degli estranei che hanno preso una via differente. Almeno per oggi percorriamo la stessa via, inseguendo la stessa felicità. Sono circondata dal loro entusiasmo e non riesco a fare a meno di sorridere anch’io: è da tanto che sognavo di viaggiare, di visitare posti nuovi, di sentirmi appartenente a un luogo che non è il mio. Non so per quanto durerà questa sensazione di spensieratezza, ma me ne nutro come se fosse l’ultima boccata d’aria fresca che posso cogliere. Non riesco a smettere di ammirare il sorriso di mio marito e la gioia di Carlotta. Come posso pensare di vivere senza di loro? Come posso desiderare un altro uomo?

Appoggia la fronte sulla mia e mi accarezza le guance con le dita. Gli angoli della bocca si alzano e il suo sorriso è l’unica cosa di cui m’importa davvero.
«Io ti aiuterò, Giù. Ti aiuterò a essere felice, a trovare l’uomo giusto per te. Perdonami per tutto.»
Mi abbraccia ancora una volta e stavolta le forze mi abbandonano: non ho più voglia di lottare, non voglio più essere arrabbiata con lui. Alzo la testa e incontro i suoi occhi nocciola, che tanto mi ricordano quelli di Carlotta.
«Ricominciamo. Almeno per un istante facciamo finta di non esserci mai incontrati prima, di essere al nostro primo incontro.»
Si stacca leggermente con un sorriso provocante. Mi prende una mano e sfiora lentamente il palmo con le labbra, gli occhi fissi nei miei, uno sguardo così intenso che è impossibile non sentire i brividi lungo il corpo. Questo fu il nostro primo incontro: entrambi avevamo ventitré anni, entrambi eravamo a una festa. Finse di essere galante e mi conquistò fin da subito con il suo umorismo. Quella sera, ballai con lui infinite volte, con il cuore che mi scoppiava nel petto.
«Posso avere l’onore di conoscerla, mia dolce principessa?»

«Un attimo!», urlo. «Vai in bagno a lavarti, tesoro, è arrivata la nostra guida a buttarci giù dal letto», scherzo e Carlotta mi rivolge un sorriso smagliante prima di schizzare via.
Mi avvio spedita verso la porta, già sul piede di guerra e pronta a rispondere a ogni accusa, ma quando la spalanco mi trovo davanti la sua mano alzata.
«Pace?», mi sorride imbarazzato, privo di quell’aria strafottente di ieri. Dov’è finito mio marito? L’hanno preso gli alieni per fare degli esperimenti sul corpo umano?
Devo avere un’espressione meravigliata perché si affretta a spiegare: «Non voglio più litigare con te, Giù. Ero sorpreso del vostro arrivo, anche un po’ arrabbiato perché non mi hai avvisato, poi mi hai subito aggredito per il fatto di avervi lasciate sole e io non sono riuscito a spiegarti del tutto le mie motivazioni.»
«Le hai spiegate benissimo, Tom», lo interrompo. «Sono io che non ho voluto accettarle.»
Lui mi guarda negli occhi e parla con dolcezza. «Non posso chiederti di accettare con facilità questa nuova situazione, ma vorrei che provassimo a ricreare il rapporto che avevamo prima. Il rapporto di amicizia che avevamo prima.»
Deglutisco combattuta perché mi verrebbe davvero voglia di ricominciare a urlare, ma non posso farlo ancora: continuare a litigare con lui non mi aiuterà ad averlo. E io non posso più averlo.
«Da quanto tempo mi consideri soltanto un’amica? Da quanto hai smesso di amarmi?», mormoro.
«Giù...»
«No. Questa volta voglio una risposta.»

3)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Luoghi: Torino e Amsterdam

La libertà e la voglia di ricominciare sono i motivi che hanno spinto Tommaso ad andarsene. Avrei potuto scegliere una città italiana, visto che nelle grandi città i pregiudizi sono meno forti rispetto alla periferia, ma ho preferito ambientarlo in un paese che concede agli omosessuali dei diritti e dove le coppie possono passeggiare senza sentirsi giudicati. Amsterdam ha la fama di essere aperta, ma non me ne rendevo effettivamente conto finché non ci sono stata in vacanza con il mio ragazzo. È una città turistica – è frequente incontrare per le strade italiani, tedeschi, francesi, inglesi, ecc – ma ha anche una sua anima. Camminando per le vie, respiravo un’aria diversa, come fossi in una città cosmopolita, e mi stupivo per abitudini che qui in Italia non abbiamo e che là sono quasi una tradizione. Per alcune cose forse è fin troppo aperta, vedere le piantine o i chupa chupa del cannabis al mercato faceva un po’ impressione ;)
Visto che volevo creare un contrasto tra la città turistica (com’è Amsterdam) e l’ambiente più naturale del secondo libro, ho perso un sacco di tempo a fare ricerche su vie, locali, monumenti, musei e via dicendo: alla fine mi sembrava di conoscere la città a memoria!
Oltre ad Amsterdam, anche Torino ha una sua importanza: i personaggi abitano in un quartiere periferico, ma hanno studiato, lavorano e conoscono la città come si conosce la propria città natale. Anche qui c’è una parte di me: ci ho studiato per tre anni e, nonostante i ritmi frenetici e le strade affollate, mi è rimasta nel cuore. Per questo nella seconda parte di questa duologia ho deciso di dedicarle più spazio :)
Tra i tanti posti che i personaggi vedono ad Amsterdam ci sono la casa di Anna Frank, il palazzo reale in piazza Dam, il Rijksmuseum, il Tropenmuseum, il Voldenpark...


Torino, Borgo Medievale
A Torino con Carlotta qualche volta ci sistemiamo al parco del Valentino, ma ho sempre l’ansia di sporcare i vestiti, di arrivare tardi a un appuntamento, di dover tornare presto a casa per la cena. Qui invece nessuno ci mette fretta, a nessuno interessa se macchiamo i vestiti. E, se anche qualcuno ridesse alle nostre spalle, il bello è che riderei anch’io. Le uniche persone che conosco qui sono Carlotta e Tommaso, le uniche di cui prenderei a cuore il giudizio. Ma adesso sono coricati al mio fianco che lottano sull’erba sporcandosi più di me, quindi non importa quello che faccio. Questa è la vera libertà: non aver paura di essere giudicati male, tenere in conto soltanto le opinioni delle persone a cui teniamo veramente. Non mi sono mai sentita così libera prima d’ora.

E la gita fuori Amsterdam presso i paesi con i mulini a vento, primo tra tutti Zaanse Schans. Le foto di Amsterdam sono state scattate durante la mia vacanza: potrete notare il fatto che ad Amsterdam il tempo è un po ballerino... due secondi prima c'è il sole, due secondi dopo arrivano le nuvole e comincia a piovere. La maggior parte delle foto che ho è con la pioggia :P

4)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Personaggi secondari

Ci sono diversi personaggi nel romanzo che accompagnano i protagonisti durante il viaggio ad Amsterdam. Come Gina e Tina (i loro veri nomi sono Virginia e Valentina), due amiche un po’ pazze che Carlotta chiama ziette e a cui Giulia è molto legata: le due sono a Roma, impegnate in un trasferimento di lavoro, e si sentono per telefono. Nel secondo saranno anche fisicamente presenti.
Poi c’è una coppia gay che la famiglia conosce ad Amsterdam: i due – che scherzosamente chiamano Occhiali verdi e Mingherlino – sono una perfetta coppia “baci-sbaciucchi”, che cioè passano il tempo a fregarsene di cosa può pensare la gente e a viversi in santa pace il loro amore. A volte risultano un po’ imbarazzanti, ma è grazie a loro se Giulia e Carlotta possono vedere anche i paesini della costa.
E ora passiamo ai tre maschietti delle foto.
Luke è un uomo atletico, adora correre – correrebbe in qualsiasi momento della giornata se Tommaso non lo fermasse! – e tiene dei corsi in palestra. I due si conoscono in un pub e iniziano a frequentarsi grazie alla determinazione di Tom nel voler essere suo amico. In realtà, sa benissimo che Luke è gay e se ne sente fin da subito attratto. L’unico problema di Luke è che concede la fiducia a poche, pochissime persone. In più, tende a tenersi a distanza, perciò il povero Tom deve davvero impegnarsi per riuscire a conquistarlo. Quando Giulia e Carlotta arrivano ad Amsterdam, lui ha già fatto progressi, ma l’unica che accetta senza problemi è la piccola Carlotta: per Giulia non sarà così semplice, tanto più che lei stessa prova un po’ di gelosia nei suoi confronti.
Brent, il biondino, è suo fratello minore, che ha aperto una piccola azienda e ha assunto Tommaso come personal shopper. Non posso svelarvi molto di lui, ha un carattere particolare.

Luke si alza scrollandosi di dosso le briciole e saltella sul posto. Non ci credo, è di nuovo pronto a correre. Questa volta però si gira per salutarmi e non allontana subito lo sguardo. Si è come rassegnato alla mia presenza. Bene, almeno è un passo in avanti.
Gli occhi verdi brillano quando fissano Tommaso, ma quando parla si rivolge a me. «Ci vediamo stasera, vi va? Possiamo cenare da qualche parte.»
Sono sorpresa, non me lo aspettavo. «Certo, mi farebbe piacere. Dove possiamo andare?»
«Perché non cuciniamo qualcosa da te?»
La proposta di Tommaso è un azzardo e vedo che Luke sta quasi per rifiutare. Ma poi succede qualcosa. I loro occhi si cercano, si scambiano una muta richiesta. Un lungo sguardo, che non accenna a interrompersi. Negli occhi di Luke c’è timore, in quelli di Tommaso sicurezza. Lo sfida ad accettare, a mettersi in gioco. Luke volta per un attimo la testa, poi fa un cenno impercettibile.
«Va bene. Passo a fare un po’ di spesa, venite verso le sette?»
Noi annuiamo, increduli. Ha accettato. Ha vinto Tommaso.




E veniamo ad Andrew. Un uomo solitario, un viaggiatore che scrive sulle guide di viaggio e passa il suo tempo tra un paese e l’altro, alla ricerca di posti pochi battuti dai turisti. Giulia lo conosce in aeroporto e i due si tengono in contatto a distanza, tra messaggi e chiamate. Andrew vive nella solitudine, ma non si sente felice: lui e Giulia si aiutano molto a vicenda, anche se sono distanti.

«Mi ha fatto piacere conoscerla, signor...», cerco una targhetta sulla sacca da viaggio, ma non trovo nulla. Forse perché è talmente logora che potrebbe strapparsi da un momento all’altro: sì, probabilmente l’ha persa durante uno dei primi viaggi e non ha più pensato di rimetterla. O semplicemente non gli interessa dichiarare agli altri il suo nome. In effetti, perché io lo faccio? Ho il terrore che qualcuno possa sfilarmi via il bagaglio e mi aspetto che qualcun altro sia disposto a riportarmelo soltanto perché c’è scritto sopra Giulia Ricci? Chissà quante persone in Italia hanno un nome come il mio. Okay, forse è meglio se la prossima volta inserisco anche l’indirizzo dove recapitare il bagaglio in caso di smarrimento.
Mi porge la mano e io la prendo con il batticuore. «Andrew Collins.»
«Andrew.» Assaporo quel nome sulla lingua, un nome straniero che mi sembra assolutamente perfetto per lui. «Sei inglese?»
«Non proprio, sono irlandese. I miei genitori vivono nei pressi di Wexford.»
«Ho sempre adorato l’Irlanda. Mi piacerebbe moltissimo vederla. Ma tu non hai proprio l’aspetto di un irlandese... voglio dire, la pelle chiara, gli occhi verdi...», commento mentre le mie guance tornano di un bel rosso acceso. Accidenti, sono proprio tornata una ragazzina imbranata.
Lui ride. «E magari anche i capelli rossi? No, in effetti no. Potrebbe derivare dal fatto che la famiglia di mia madre era americana. E per la pelle abbronzata... non è proprio possibile sfuggire al sole quando si scalano le montagne!»
Rido con lui. «L’Irlanda mi fa pensare al verde, alle colline e ai prati.»
«È un posto incantevole, mi ha avvicinato alla natura fin da piccino; ma non ci torno più spesso.»
Ancora quello sguardo malinconico, che raggiunge i suoi occhi e rende il suo sorriso leggermente amaro. Vengo travolta da una strana necessità: il bisogno di scoprire cosa lo rende così infelice. Peccato che l’entrata dell’aeroporto sia ormai a pochi metri da noi.
Prendo Carlotta per mano, che lo scruta attenta. Scendiamo urtando contro le spalle e le borse degli altri, raggiungiamo a fatica l’ingresso e facciamo un breve tratto assieme. Lui ha soltanto quella sacca, non è tipo da portarsi dietro valigie super accessoriate. Non ha bisogno di farsi altra coda, di attendere ancora i bagagli.

5)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Ricette

Al fondo del romanzo sono citate queste due ricette, che si riferiscono a due piatti olandesi di cui ho parlato nel libro. Devo ringraziare i due blog che hanno acconsentito a farmi usare le due ricette e il mio ragazzo Francesco per avermi aiutata a realizzare le immagini (ok, in pratica ha fatto tutto lui, io ho dato il mio assenso per gli sfondi ;) ).


Le oliebollen sono palline dolci che Luke serve a Giulia, Tommaso e Carlotta alla fine del pasto, durante una cena che prepara nel suo appartamento. Un tentativo che fa per aprirsi un po’ di più anche con Giulia e Carlotta, lui che non è bravo a concedere la fiducia a chi non conosce bene.

Le bitterballen invece sono crocchette di carne che Giulia e Carlotta assaggiano mentre si trovano all’ultimo piano del centro commerciale chiamato Kalvertoren, vicino alla via animata del mercato dei fiori ad Amsterdam. È una mattina particolare, perché madre e figlia si stanno godendo una giornata tra donne, andando in giro per negozi, chiacchierando quasi come delle amiche. A quel punto ricevono una chiamata particolare da parte di Tommaso, che è rimasto molto scosso da un avvenimento. Non posso dir nulla, perché sarebbe uno spoiler per chi non l’ha letto :P
Parlando di cucina, non potevo non inserire qualche piatto tipico: adoro cercare ricette e provarle (anche se non sempre mi vengono al primo tentativo...), quindi mentre cercavo informazioni sull’Olanda ho visto diversi piatti che hanno stuzzicato la mia curiosità. Inutile dire che quando sono andata ad Amsterdam ho finito per mangiare tutt’altro... come un enorme e buonissimo pancake che mi sogno ancora adesso!


6)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Paura di volare

Ci sono diversi temi nel romanzo, dalla perdita di una persona cara all’importanza della famiglia, dal tradimento al bisogno di libertà, dalla depressione alla necessità di rialzarsi e ricominciare a vivere. Il tema della paura di volare un po’ li riassume, perché si esprime in Giulia come una paura inconscia, irrazionale, legata in realtà alla paura più generale di provare nuove emozioni buttandosi in qualcosa di sconosciuto e imprevedibile come può essere il fare le valigie e partire verso un Paese sconosciuto. Giulia ha molti timori dentro di sé, è lei stessa a frenarsi in molte situazioni. Sicuramente sua figlia Carlotta è quella che la aiuta di più a sbloccarsi, non a caso è proprio lei a trascinarla ad Amsterdam, a convincerla a salire su un aereo e a buttarsi in quella nuova avventura. Ma un po’ tutti fanno la loro parte: Andrew, che la ascolta e le dà dei consigli; Tommaso, che la sprona a rifarsi una vita; Luke, che le sbatte in faccia la nuova realtà; suo padre, che le fa capire che la sua fragilità si sta tramutando pian piano in forza. Perché anche lei, un giorno, potrà essere di nuovo felice e amare ancora.
Questo pezzo mostra un po’ quello che intendo dire: è un momento di confessione di Giulia, che si confida con Andrew anche se è ancora praticamente uno sconosciuto per lei. Solo con lui, però, riesce ad ammettere determinate cose.

«Il volo non è stato così terribile, vero? Anche ai miei primi voli ero agitato. Poi ci si abitua e diventa parte di sé. Ma non ci si abitua mai alla gioia di atterrare in un posto nuovo, ancora tutto da esplorare.»
Trattengo il fiato per il modo in cui sembra leggermi dentro quella voce calda che pensavo non avrei più udito. Mi volto verso di lui e ritrovo quegli occhi dolci, seri, quasi sofferenti. È in piedi, con una mano appoggiata alla sbarra per tenersi, una sacca sulle spalle e un sorriso sincero sul volto. Mi vengono le lacrime agli occhi perché sì, è vero, è gioia quella che provo, e sapere che un’altra persona condivide questa sensazione lascia un sapore magico al ricordo. Mi asciugo le lacrime e mi sento un po’ in imbarazzo, ma la voce squillante di mia figlia che grida quando vede gli altri aerei mi ricorda che non ho più molto tempo a disposizione.
«Ha ragione, è da tempo che aspetto di provare una simile emozione. Non so come spiegarla, mi sento come se mi trovassi di fronte a una prova. Finalmente sono riuscita a realizzare il mio sogno di viaggiare e ad accantonare per un po’ la paura di volare, ma da adesso in poi la strada è tutta al buio: non so cosa faremo né dove andremo, ma la verità è che tutto questo mi elettrizza. Certo, la paura che possa accadere qualcosa di brutto a mia figlia c’è sempre, ma...», blocco il fiume di parole per riprendere fiato e non ho bisogno di continuare. So che quest’uomo ha capito, che non ha bisogno di troppe spiegazioni per leggermi dentro.
«Le paure sono parte di noi. Possiamo cercare di combatterle, ma non possiamo eliminarle del tutto. Lei è già stata molto coraggiosa.»
«Non l’avrei mai fatto se non mi fossi trovata in una posizione scomoda. È per mia figlia che sono qui.»


7)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

I viaggi: il diario di Madame

I viaggi sono una parte fondamentale del romanzo: quello della famiglia ad Amsterdam, quelli di Andrew in ambienti meno turistici e infine il viaggio in Francia che Giulia e Carlotta leggono attraverso un diario. Giulia rilega e restaura libri e proprio attraverso il suo lavoro scopre un diario che la incuriosisce. L’autrice è una donna di oltre settant’anni, molto raffinata e curata, che ha avuto un’infanzia difficile: di lei Giulia non sa neanche il nome – motivo per cui con la bambina l’ha soprannominata Madame Eleganza – ma appr
ende attraverso i suoi ricordi i disagi della famiglia nel periodo del dopoguerra, il rapporto che aveva con le figlie e il bisogno di respirare un’aria diversa. Con pochi soldi in tasca e poche pretese, nel diario racconta di essere partita con il marito per andare a trovare la cognata che abita in Francia: i due ne approfittano per visitare paesi e regioni sconosciuti e per rafforzare il loro amore. Giulia si ritrova molto in lei, soprattutto nel desiderio di libertà e di nuove emozioni che le accomuna, tanto che alla fine decide di confessare alla donna di aver letto il diario. Rimane un mistero su di lei: come ha fatto la povera donna di anni prima a diventare un’elegante e benestante signora?
Ecco la prima pagina del diario :)

 
Grenoble, 9 agosto 1975


Non riesco ancora a credere che l’avventura sia ufficialmente iniziata. Davvero, sono così elettrizzata che non riesco neanche a scrivere correttamente. Beh, adesso ci provo. Eccomi qui a inaugurare il diario che racconterà il nostro viaggio insieme!
Sono trascorse appena due settimane da quando abbiamo lasciato la nostra amata Moncalieri, ma mi sembra di essere in viaggio da sempre. Io e Robert dobbiamo andare fino a Lille, ma avevamo voglia di vedere il mondo al di fuori della nostra città natale e così ci siamo detti: “Perché non allungare il percorso?”. Sua sorella si sposa e lui è più emozionato di lei, ma ha accettato la mia folle idea con gli occhi che brillavano dalla gioia. Siamo partiti molto in anticipo e una jeep un po’ malridotta ci accompagnerà fino alla fine del viaggio (sempre se resisterà alla fatica!).
Siamo partiti dalla regione di Languedoc-Roussillon, visitando posti favolosi come Narbonne, Carcassone, Montpellier e Nîmes. Ho spalancato gli occhi quando ho visto l’imponente Abbazia di Fontfroide, a pochi passi da quei colli così rigogliosi, il mio cuore romantico ha perduto un battito di fronte alle mura merlate e al vecchio ponte di Carcassone, e come potevo non immaginarmi di essere in una città medievale piena di carri e cavalieri? Nîmes mi ha ricordato molto Roma, anche se l’ho visitata soltanto una volta, mentre Montpellier mi ha catturata con la sua Promenade du Peyrou e, soprattutto, con il soave Château d’eau: come può un semplice acquedotto essere così bello?
Abbiamo quasi tutti i risparmi con noi, ma per fortuna non spendiamo molto, solo per lo stretto necessario. Ci hanno ospitati in molte case, senza voler nulla in cambio, ed io mi sono sentita in colpa: l’avrei fatto se qualcuno avesse bussato alla mia porta? Sarei stata disposta a cedere il mio letto a degli sconosciuti? Qualcuno era anche diffidente, ma non è forse nella natura umana esserlo?
Abbiamo evitato la zona della Costa Azzurra: sappiamo che è splendida, è l’unico posto abbastanza vicino a casa che talvolta visitiamo, ma stavolta sentivamo il bisogno di provare soltanto emozioni nuove.
Adesso siamo a Grenoble e qui il passato sembra non essere mai morto. A partire dalla Bastiglia, la fortezza militare che predomina dall’alto, per proseguire con il Palazzo del Delfinato, che risale persino al Cinquecento. Oggi siamo stati in Place aux Herbes, dove si tiene il mercato, e quasi mi sembrava di sentire gli uomini discutere d’affari come si dice facessero un tempo.
L’altro giorno siamo stati ad Annecy e giuro che mi si è fermato il cuore per un istante. Mi sono innamorata di questa città e non soltanto perché ho passeggiato con Robert mano nella mano come non facevamo da anni. Penso che sia una città deliziosa, forse per il fiume che scorre nel paese o forse per i fiori che la vivacizzano... ma ci sono alcuni luoghi che mi hanno abbagliata con la loro bellezza. Il Palais de L’isle, il Pont des Amours, Rue Saint Claire, per esempio. Ho guardato mio marito con altri occhi, l’ho riscoperto in questa città: è come se mi fossi innamorata una seconda volta.


8)      PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE JESSICA MACCARIO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Anticipazione dell’ultimo libro della duologia: “Questo viaggio è per sempre”


Intanto vi mostro la copertina, che avevo comprato mesi fa da Violet Nightfall.

Questo secondo libro in pratica è diviso in due parti: la prima ambientata a Torino, la seconda nel Canada: il contrasto città/natura qui è ancora più evidente. Chi ha letto il primo si aspetta che in questo ci sia molto di più Andrew, il personaggio che ha ricevuto più consensi da parte dei lettori. Beh, visto che non volevo cadere nello scontato, ho ideato una cosetta, per cui sarà sì più presente... ma non come ci si aspetta. Prometto che non lo odierete, spero invece che alla fine vi piaccia ancora di più ;)
Le amiche di Giulia, le pazze Gina e Tina, portano una boccata d’aria fresca a Torino e appare un nuovo personaggio che, vi anticipo, si chiama Igor e fa il pattinatore.
Tommaso e Luke hanno ancora i loro problemi da risolvere, perciò non scompariranno: c’è ancora una resa dei conti con i genitori di Tom che è ormai inevitabile. Cos’altro posso dire? Ah sì... il lavoro di Giulia diventa ancora più importante ma assume una sfumatura diversa. Diciamo che si allarga e che comprende anche una giovane ragazza di nome Elisabetta che la invoglia a mettersi in gioco e a inventarne ogni giorno una nuova. Carlotta è ben felice di partecipare alle loro iniziative, ma lei, si sa, riesce a trovare il lato positivo in ogni cosa. Quello che è certo è che, nonostante la lontananza, ama il suo papà alla follia.

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