lunedì 25 maggio 2015

PRESENTAZIONE Di "CANTICO SULL'OCEANO" DI Federica Leva


 
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO "CANTICO SULL'OCEANO" DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA, DEL TEAM “LETTORI COME STELLE


Buongiorno a tutte, Stelle, Costellazioni e pianeti solitari! Oggi vi presenterò il mio secondo romanzo, “Cantico sull’oceano”, Sesat Ed., ambientato nelle campagne francesi del 1922. Lo considero un romanzo a tema musicale permeato da un’atmosfera onirica.
La protagonista è Elenoire, una giovane pianista e compositrice di grande talento, insoddisfatta della musica che è costretta a scrivere e suonare per compiacere il marito Adrien. Il suo sogno è tradurre in musica la voce della terra e del mare. La sente pulsare in sé e scorrerle nelle dita, ma deve suonarla in segreto, per evitare la collera del marito, di cui è profondamente innamorata. Incapace di ribellarsi ad Adrien, accetta di presenziare alla Settimana Musicale di Parigi, ma non arriverà mai in città. Il calesse su cui lei e Adrien viaggiano si smarrisce in uno strano villaggio, popolato da personaggi stravaganti, che sembrano conoscerli nell’animo fin dal primo sguardo. A Vallèrose, Elenoire impara a conoscersi e ad amarsi sia come musicista che  come donna e anche Adrien, che pure non ha mai cercato un cambiamento, sceglierà un percorso diverso da quello che aveva inseguito fino ad allora. 




SINOSSI
Il Louvre sta per chiudere mentre la pioggia battente inonda Parigi. La folla si affretta a uscire ma la musica, quella melodia così eterea, ha scelto il momento per compiere, ancora una volta, la sua magia. E, da quel quadro così poco celebre, inizia il racconto della straordinaria vita della donna dipinta.
Siamo nei primi anni del ‘900 ed Elenoire, una talentuosa compositrice e pianista, è combattuta fra l’esigenza di suonare una musica al di fuori dalle convenzioni dell’epoca e le imposizioni conservatrici del marito. Durante un viaggio verso Nizza, però, la coppia si smarrisce in un villaggio ammantato di surrealismo, dove incontrano personaggi particolari, un pittore cieco che dipinge solo nudi di donna, un avventuriero che vive nelle grotte sul mare assieme ai suoi gatti e a un vecchio organo a canne. E poi il mare porterà un assassino dilaniato dal rimorso, che insegnerà a Elenoire il potere della passione.
Sospesi in un mondo fra sogno e realtà, Adrien ed Elenoire saranno costretti ad affrontare le proprie paure e le proprie convinzioni per vivere in eterno attraverso note incantate. Una storia d'amore romantica e devastante per la sua intensità che trascinerà il lettore in un'estasi di note e poesia.


Link Kobo

 




                                                   BOOKTRAILER E DEDICA


Eccomi ancora da voi, Stelline! Dopo avervi raccontato, brevemente, di che cosa parla il romanzo, ora vi presento il booktrailer, così che possiate addentrarvi un po’ più a fondo nella vicenda e avvicinarvi ai personaggi.






DEDICA

Massimiliano è/era il figlio di una signora del mio paese. E' morto qualche anno fa, e per la mamma la dedica al romanzo ha avuto un risvolto terapeutico. "Adesso devo proprio rendermi conto che è morto", mi ha detto, un giorno. E' stata lei a scegliere che gli dedicassi questo romanzo, perchè Max è morto in Francia, in un paese simile a Valleè Rose - che io ho inventato - era un pianista e amava il mare. Quella che segue è la dedica con cui si apre il romanzo:



"Dedico questo romanzo a coloro che amano la musica e riescono a coglierla anche nelle piccole cose, come il sospiro di un’onda contro gli scogli o l’apparente silenzio della notte.
Un pensiero speciale è rivolto alla memoria di Massimiliano, un giovane pianista che ha scelto di riposare per sempre nel mare, cullato dall’ancestrale carme della vita che nasce, si spegne e si rinnova. Le sue ceneri, sparse nel mare di Francia nel giorno del suo ultimo compleanno trascorso su questa terra, ora vivono nella musica e nei filati del vento.
E come loro, sono diventate cantico ed eternità."



  
PERSONAGGI

Elenoire



Il primo post dedicato ai personaggi è riservato, naturalmente, alla protagonista, Elenoire Lanter.



Elenoire è come una delle rose blu che crescono nel giardino di Roland, il pittore cieco: unica e preziosa, ma incapace di crescere e di schiudersi senza essere accudita dal marito Adrien. In lei risuona la musica della terra, una musica semplice e intimistica, tessuta alla maniera degli impressionisti e dei simbolisti del suo tempo. È la musica di Maurice Ravel e di Debussy, ma ad Adrien non piace. Lui preferisce la magniloquenza del romanticismo, e anche gl’impresari di Parigi incoraggiano Elenoire a comporre assecondando le loro direttive.
Per Elenoire, giovane donna del 1922, è inaccettabile vivere in aperto contrasto con la volontà del proprio sposo, e obbedisce alle sue richieste; ma quando la coppia si smarrisce nelle campagne di Vallè Rose, qualcosa cambia. Elenoire rivive alcuni momenti della giovinezza che credeva di aver dimenticato, e Adrien s’invaghisce di una giovane violinista, che non è quello che sembra. Con angoscia, Elenoire si accorge che il rapporto con Adrien le si sta sgretolando fra le mani, e niente sembra poterlo salvare. Il tempo passa e uno dopo l’altro, i pochi, surreali abitanti del villaggio la costringono a confrontarsi con le proprie paure e i propri desideri. Alla fine, camminando sulla collina affacciata sul mare, Elenoire saprà chi scegliere, fra la musica e Adrien.


Estratto
Elenoire tacque, il capo chino. Non sapeva come accadesse ma tutti, a Vallée Rose, sembravano penetrare nella sua co-scienza come se il suo volto fosse stato lo specchio limpido di una baia fra le scogliere. Era così trasparente? Rammentava come Edgard fosse comparso nel turbinio delle foglie rosse e gialle, sul viale alberato, per mostrarle la via del mare… “Già allora sapeva ogni cosa, pensò. Io sola ignoravo che non si può lottare troppo a lungo contro il destino e contro se stessi, perché il destino vince sempre...”
Si alzò. Non sapeva che ore fossero ma senza dubbio era quasi sera e doveva rientrare alla locanda. Sfiorò l’organo con affetto e si riavvolse nella mantella, un gesto ampio e lento, mentre Edgard la fissava intensamente, le vampe delle candele che si attorcevano nelle ombre degli occhi socchiusi. Elenoire si strinse nel manto, colta dall’imbarazzo, ma poi si accorse che i suoi erano gli occhi di un esteta e non c’era offesa nella loro appassionata contemplazione. L’accarezzavano come le mani di Roland l’avevano sfiorata nell’evocare le tiepide forme del suo corpo nudo e, in ugual modo, nella sua voce non c’era desiderio ma soltanto ammirazione.






Adrien



È il personaggio che tutti i lettori hanno odiato, sino a ora. Ha sposato Elenoire, ma è più innamorato del suo talento che del suo cuore e della sua sensibilità. Durante il romanzo, la sua ammirazione si trasfigura in rabbia e disprezzo e, senza saperlo, spinge la moglie davanti a un bivio: scegliere lui, con i suoi modi bruschi e le sue parole taglienti, o la musica, soave, seducente e fedele… La scelta sembrerebbe facile, ma qualcosa cambia, nel tempo in cui lui ed Elenoire rimangono intrappolati a Vallèe Rose. I giorni e le settimane sembrano non trascorrere mai, come se il pendolo della vita si fosse fermato, o scandisse ore lunghe interi giorni. Adrien, che non desiderava fermarsi al villaggio, scopre qualcosa che lo attrae, e mentre scivola sempre di più nell’errore e nel peccato, la sua mente si purifica e si apre alla comprensione. Ma gli basterà accorgersi di amare Elenoire, per ottenere il suo perdono?


Estratto


«Sulla barca, senza fiatare!»
Adrien spinse sgarbatamente Elenoire su una vecchia imbarcazione che aveva preso in prestito quel pomeriggio da Silvère, il falegname di Vallée Rose. Lei provò a protestare ma lui la costrinse a sedere sulla panchetta intimandole di tacere e, remando furiosamente, la condusse sulla riva assolata.
«Giù, svelta! E non parlare, dannazione a te! Come hai potuto fare una cosa simile? Proprio tu, mia moglie? Come hai potuto suonare quella musica? Te l'avevo proibito!»
L’afferrò per un braccio e, quasi correndo attraverso il bosco, la portò alla locanda. Impugnò le chiavi della loro suite ancor mentre risaliva le scale, sbatté dentro la moglie e con un calcio si richiuse la porta alle spalle. Era così fuori di sé che per un momento Elenoire temette che l'avrebbe percossa. Si rifugiò fra la finestra e l’armadio di noce schiacciandosi contro il muro, mentre Adrien camminava su e giù nella stanza, stringendo e aprendo convulsamente i pugni nel tentativo stentato di dominare la propria rabbia. Era rosso di collera e respirava con affanno. Imprecando fra i denti, colpì i pennelli e le spazzole posate sul tavolo della toeletta, sbattendole sul pavimento. Poi si fermò dinanzi a lei, con gli occhi fiammeggianti di collera.
«Perché lo stai facendo?» ruggì. «Ti diverti a irritarmi?»







Dopo aver conosciuto Elenoire e Adrien, oggi facciamo la conoscenza di un abitante di Vallèerose.

Roland






È un pittore, e vive in una casa apparentemente abbandonata, a Vallèe Rose. Il suo primo approccio con Elenoire è turbolento, perché lui dipinge solo nudi di donna, e la giovane pianista, così pudica e vergognosa del suo aspetto, ne è turbata. Poi, emerge la verità.
Roland è cieco.
E dipinge toccando le sue modelle. Ovunque.
Nel tempo che trascorrerà a Vallée Rose, Elenoire diventa la sua modella, e fra loro s’instaura un forte legame, intriso di erotismo e purezza insieme. Se accadrà qualcosa, fra loro, lo scoprirete solo leggendo…

 Estratto 
Quando uscì, Roland indugiò a lungo a osservare il velo di donna che si asciugava sulla tela. Lo sfiorò e il colore già raggrumato lo ferì come il taglio pungente di una spada. L'anima di Elenoire era avviluppata da rovi, pensò. Li sentiva germogliare sotto i palmi aperti per risalire a ghermirne il pallido riflesso, soffocandolo in un abbraccio mortale. Fu percorso da un tremore – c’era vita in quella tela – e d’un tratto ebbe la sensazione che sotto le sue mani qualcosa si smuovesse e si accorse d’affondare in una calda pozza di sangue vermiglio che colava dal dipinto, raccogliendosi in polle vischiose ai suoi piedi, sul pavimento… Trasalì, sgomento, ma un soffio di vento gli scompose i capelli, anche se la finestra era chiusa, e lentamente il sangue si ritrasse, asciugandosi nel volto ancora grezzo. Roland si scostò dal ritratto, turbato e affascinato a un tempo.
Ah, stupefacente! esultò. Se Elenoire sopravvivrà per accordarne il compimento, alla fine avrò creato il mio capolavoro più sublime.



 

Edgard



EDGARD, l’avventuriero. Uno dei miei pesonaggi preferiti. È un inglese che vive nelle grotte sul mare, dove, nei tempi passati, i pescatori della costa si erano rifugiati per sfuggire alle incursioni dei Saraceni. Ora, quelle stanze intrise d’echi di paura e speranza sono la sua casa. I pavimenti di terra battuta sono ricoperti da tappeti, ovunque sfavillano torce e candele, sulle sedie dormono numerosi gatti e in una nicchia troneggia un organo portativo che ha recuperato da una nave che si è schiantata contro gli scogli, anni prima dell’inizio della vicenda. Anche se proviene da una famiglia benestante, non lascerà mai più quell’insolita dimora affacciata sul mare. Ha smarrito il suo nome nelle onde e nella sabbia, e dedica la sua vita a studiare i reperti che il mare gli offre: vasi rotti, collane, bracciali e spartiti. Ha salvato alcune vecchie partiture, assieme all’organo, e le offre a Elenoire perché, suonandole, possa scoprire la sua strada. Non sa ancora che la stessa Elenoire sarà il reperto più prezioso a cui restituirà la vita… o forse lo sa?


Vi offro, in lettura, due estratti che riguardano Edgard.



Estratto1

[Elenoire]Srotolò uno spartito sul leggio e i fiori aggrappati alle gabbie del pentagramma li riportarono indietro nei secoli, su un lago accolto nell’abbraccio di fruscianti salici piangenti e rigogliose corolle di lillà. E mentre Elenoire suonava, Edgard la osservò con occhi socchiusi. Elenoire non aveva bisogno di imparare a sentire la musica; era una dote che aveva già in sé, forse da sempre. Aveva solo bisogno di ritrovare il coraggio di riscoprirsi e di voler essere se stessa; forse, attraverso i racconti in musica di Jordan, avrebbe ritrovato la voglia di scrivere quello che le suggeriva l’ispirazione e non quello che voleva quel cinico del marito. Era bello ascoltarla, quando suonava con passione. Non sembrava la stessa donna, minuta e timida, quando sedeva all’organo, e anche in quel momento troneggiava sull’organo come una dea emersa dal mare e le grotte, che non avevano conosciuto altro che i sussurri dei pescatori spaventati e il pianto dei bambini, erano ammaliate dal suo tocco regale. Era senz’altro altera e incantevole ma se avesse suonato la sua musica, se finalmente l’avesse riscoperta in sé, allora anche il cielo si sarebbe ammutolito per ascoltarla.



Estratto2

Edgard sedette spavaldamente sul bracciolo della poltrona, fissandola in volto. «Imparate a essere voi stessa, Elenoire» scandì. «Per quanto tempo avete assecondato i capricci di vostro marito fingendo d’essere una mogliettina mite e sottomessa? Pensate di riuscire a mentire ancora a lungo?»
Lei abbassò gli occhi, colpevole. «Adrien sa ogni cosa» mormorò. «Ne abbiamo discusso, qualche giorno fa.»
«E lui non ha accettato la vostra disubbidienza, vero? Per-donatemi, madame, ma vostro marito è uno stolto a non accorgersi della vostra bellezza e del vostro talento… Non arrossite. Siete bella, anche se non lo sapete. E se Adrien non vi apprezza…»
Elenoire si sentì morire. «Come lo sapete?» soffiò.
Edgard si strinse nelle spalle con un sorrisetto. «Lo suppongo. Altrimenti perché una giovane donna ricoperta di talento come voi dovrebbe aggirarsi sola e scalza sul mare, con lo sguardo di un gabbiano che si è perso in volo? È tanto facile leggervi nell’animo…»




Ben ritrovate, Stelline! Inauguro l’ultimo giorno di presentazione di “Cantico sull’oceano” parlandovi di un personaggio che, nonostante il suo passato, ha suscitato simpatia in molti lettori:


 Ramon, naufrago e assassino.


È un personaggio dal passato turbolento. Ha le mani macchiate di sangue innocente, ma il suo animo non è del tutto corrotto. Lacerato dal rimorso, brama la morte, e si dispera, quando Elenoire ed Edgard lo trovano svenuto sulla spiaggia e lo curano, nelle grotte sul mare. Quando si riprende, verso la fine del romanzo, Ramon completa l’opera di trasfigurazione di Elenoire insegnandole ad amare se stessa e Adrien attraverso la musica. Qualcuno di voi ha visto il film “Canone inverso”? Nel film ricorre il concetto di “fare l’amore attraverso la musica. Ebbene, gli sceneggiatori forse lo ignorano (dubito che abbiano letto le mie scartoffie!), ma avevo già sviluppato questo argomento, in “Cantico sull’oceano”. :D La musica viene vissuta, quindi, non solo come espressione dell’animo, ma anche come maieutica delle proprie emozioni e dei sentimenti più repressi.


Cosa accadrà a Ramon? Si redimerà? Sopravvivrà al proprio dolore? Verrà catturato e giustiziato?


Qualcosa succederà…



Estratto


Ramon non rispondeva mai e, stringendosi nelle spalle, usciva sulla gradinata, vicino ai gigli di mare, lacerato dai pensieri e dal suo inguaribile dolore. Pareva disinteressato alla musica di Elenoire ma un giorno, mentre Edgard era sulle spiagge, rientrò d’improvviso e, fermandosi sotto l’arcata di roccia, proruppe: «Hai un raro talento, Elenoire ed io ti ammiro e invidio per questo.» Elenoire trasalì, zittendosi. «Ma, mia cara, quando suoni sembri baciare castamente la musica, come una novizia in preghiera. Invece, per Dio, osa spingerti laddove vorresti andare, sciogliti dalle catene della convenzione e fa’ l'amore con la musica! Ama il pianoforte, o qualunque suo sostituto, come se fosse un amante, bramalo o respingilo se ti annoia, ma a ogni tocco, a ogni carezza, la tua musica dovrebbe vibrare di passione, amore, dolore, gioia, disperazione! Sbriglia i segreti più intimi della tua anima e lasciali urlare, lasciali vivere! Non scherzavo, né intendevo deriderti quando ti ho chiesto se gli amplessi di tuo marito ti soddisfano: conosci l’appagamento della sensualità e l’estasi di rivelarlo al mondo?»
«Non posso amoreggiare suonando il pianoforte…» balbettò lei, confusa.
Ramon strinse nervosamente un pugno. «Se fosse vero, Dio avrebbe investito di tanto ingegno la persona sbagliata. La tua musica palpita di divino ma una collana di belle note non è sufficiente a creare un capolavoro. Quand’eri bambina correvi a piedi nudi sui prati e inventavi ballate per i braccianti di tuo padre. Eri libera e spensierata. Ritorna com’eri allora, abbandona ogni falso pudore e ama la musica come ami tuo marito… E ama Adrien attraverso la musica! Se lo farai, le tue creazioni non avranno pari e anche la terra canterà con te…»




   

Dopo aver parlato dei personaggi principali, vi riporto i commenti di alcuni lettori. Ho scelto quelli che seguono perché ognuno offre la propria chiave di lettura del testo.  




COMMENTI DEI LETTORI


Quando letteratura e musica diventano poesia, 20 dicembre 2014


Di Wirton Arvel "Autore di Vagabondando fra le s... (Somewhere in Slumberland) - (TOP 1000 RECENSORE)


«[..]Paesaggi (che) sembrano avvolti dalle nebbie sognanti di ricordi perduti»
«Bellezza ed eleganza sul trono dell’armonia suprema: la musica»
Se facendo un azzardato paragone la poesia sta alla letteratura come l'armonia dei suoni sta alla musica, questo libro è una sinfonia di parole che ammantano poeticamente un delicato e pregevole racconto in prosa.
Un libro splendido, che senza dubbio alcuno merita i premi che ha vinto finora.
Per me è stato uno dei libri più belli del 2014 e ne avrò letti circa 200. Certo non tutti avranno i miei gusti, come non tutti sentono lo stesso canto del mare narrato dalle onde...
.. per me è stato come aver incontrato qualcuno che «S’inchinò con grazia, vento nel vento, e si allontanò, il passo elegante, svanendo nel turbinio dei petali di pesco trascinati dalla brezza»
(Tutte le citazioni sono prese dal testo di questo libro)



L'oceano, il sogno, 18 febbraio 2014


Di JazzFeathers (Verona - Italy)

Come la storia di una nave persa in mare può essere ricostruita solo mettendo insieme i relitti portati a riva dalla risacca, così la vera anima di Elenoire può ritrovare se stessa solo raccogliendo le esperienze della persone attorno a lei e facendole proprie.
In un paese sperso nella campagna francese, che forse è un sogno, ma forse è il luogo più reale del mondo, Elenoire, fantastico genio musicale e fragile anima insicura del destino, incontra pittori ciechi, artigiani di strumenti musicali, e perfino assassini. E tutti hanno un dono da farle, un frammento di quell’anima che lei ha smarrito tempo fa e che ora può ricostruire e veramente vivere.
Perché solo ritrovando se stessa, Elenoire può trovare la via fuori dal sogno e dentro la vita vera.

Bravissima JazzFeathers. Ha colto appieno il senso della storia!



Misterioso e passionale, 11 marzo 2014


Di Amazon Customer


Non sono in grado di scrivere recensioni, ma sono in grado di dire ciò che mi piace e ciò che non mi piace.
Questo romanzo indiscutibilmente MI E’ PIACIUTO! L’ho trovato coinvolgente e misterioso, per me è stato facile immedesimarmi nel personaggio principale e “perdermi” nell’incantevole e misterioso villaggio di Vallérose, coi suoi abitanti così singolari, accoglienti e “risolutori”. Alla fine del libro mi sono chiesta come mai era già terminato mentre avrei voluto che la storia proseguisse ancora, per perdermi nelle note immaginarie della musica di Elenoire e nelle storie tristi e sconvolgenti dei personaggi incontrati.
Lo consiglio vivamente a chi ama la musica, le passioni, i misteri… e anche a chi non li ama, magari potrebbe cambiare idea!





Stelle, pianeti e sistemi solari, siamo giunti al termine di questa presentazione!Concludo con un estratto della bella prefazione di Irene Veneziano. Irene è una giovane pianista, che sta conseguendo un notevole successo come interprete, sia in Italia sia all’estero.  Se cercherete il suo nome su Google, scoprirete che suona a Mosca, a Tokyo, in America ecc… Io l’ho incontrata una decina di anni fa a Monza, in occasione di un importante concorso pianistico, e mi ha ispirato simpatia fin dal primo incontro sulle scale. D’allora non ci siamo più incrociate, ma la ruota del karma ci ha riavvicinate proprio grazie a questo libro. Io non credo al caso, e deve esserci una ragione se Irene è nata in un paese vicino al mio e se era una cara amica del ragazzo a cui ho dedicato il romanzo. Quando l'ho scoperto, è bastata una telefonata per accordarci e, poco prima che il romanzo andasse in stampa, Irene mi ha spedito la prefazione.  Ve ne riporto un estratto, perché Irene ha colto appieno il significato della storia, e l’ha saputo riassumere con parole poetiche ed efficaci.



PREFAZIONE DI IRENE VENEZIANO



La voce della terra e del mare.
La voce della libertà.
Un richiamo a conoscersi o, meglio, a riconoscersi.
È un viaggio alla ricerca di sé, quello che Elenoire compie in Cantico sull’oceano, guidata dal suono della sua voce interiore, dalla musica della sua anima che, come un faro, le indica la strada giusta da percorrere.
Elenoire è una musicista ma prima di tutto è una donna. Una donna infelice e rassegnata, bloccata dagli altri e soprattutto da se stessa. Un’anima in pena, avvolta da rovi.
Condizionata dal mondo che la circonda, è stata allontanata dalla sua vera essenza e ha permesso che ciò avvenisse. È una donna in trappola: vive in funzione del marito che la esibisce come oggetto da sfoggiare al mondo borghese; compone solo ciò che il pubblico può apprezzare e accettare, timorosa delle critiche e invischiata nella fanghiglia della competizione.
Ma il suo fuoco interiore non si è ancora spento, è solo sopito; il carbone è ancora caldo, desideroso di bruciare di nuovo, di liberare la sua energia.
Elenoire lotterà con ardente passione per farlo rivivere, per tornare a conoscersi e ad amarsi per quello che è.
[…]
La musica parla, racconta una storia; chi ascolta non solo osserva i fatti e le emozioni dei suoi protagonisti, ma li rivive con profonda forza, diventando egli stesso parte della storia.
Questo libro si trasforma, dunque, a sua volta in uno splendido spartito musicale, facendoci vivere le storie dei suoi personaggi, raccontandoci i segreti delle loro anime, a volte urlandoli a gran voce come in un fragoroso “fortissimo” e a volte sussurrandoli all’orecchio, “sottovoce”.
Federica Leva fa lei stessa musica, scegliendo le parole come un compositore sceglierebbe le sue note, cercando il suono più bello, con finezza e gusto straordinari, quasi con amore. Ci ritroviamo immersi nelle sue descrizioni, ne contempliamo la bellezza, assaporando e gustando ogni singola parola: siamo di fronte a vere e proprie costruzioni sonore, dove ogni nota è al posto giusto, è la più bella fra tutte le altre possibili, ma allo stesso tempo ha la capacità di stupirti e ti trascina con la sua potenza espressiva.



E con questo, ho concluso la mia presentazione. Spero che vi siate divertiti e incuriositi!
I miei romanzi si trovano su Amazon, Kobo, IBS ecc… Se volete venire a trovarmi, vi segnalo il mio blog: www.federicaleva.it.


A presto!

Federica 






Sfoglia qui tutta la presentazione!


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