lunedì 25 maggio 2015

PRESENTAZIONE "I QUATTRO RE" di Romina Principato

1) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Buongiorno stelle!
Tocca a me tenervi compagnia per tre giorni con un altro romanzo.
Dopo avervi fatto conoscere il mio storico puro “I Demoni di Mezzanotte”, ora vi presenterò quella che per me sta diventando la sfida di una vita: la saga fantasy “I Quattro Re”.
Perché la sfida di una vita? Perché ci sto lavorando da ben dodici anni, e ancora sono lungi dal vederne la fine. Vi narrerò presto la sua storia, ora vi lascio qui la copertina, la sinossi e il link di Amazon, dove è possibile scaricarlo in versione ebook.

"Quattro Re per governare il mondo,
Quattro Re per custodire il tempo,
Quattro Re per riportare la Luce
nelle nebbie dell'Inverno Perpetuo,
quando i cieli si fossero spezzati
e il Caos fosse tornato"
In un tempo remoto, prima della creazione dell'Universo, venne combattuta una terribile guerra tra i Draghi della Luce e quelli del Caos. Sulla cima del vulcano Tharos, Belzon, il Sovrano della Luce, e Hellord, Signore degli Inferi, si affrontarono in uno scontro violentissimo, mentre ai piedi della terribile montagna, i Quattro Re Draghi, Skysor, Hydral, Flameron ed Earthalor, distruggevano ogni creatura del Caos. La battaglia fu tremenda. In poco tempo i Re Draghi e Belzon annientarono gli eserciti di Hellord, il quale, per salvarsi, si rifugiò nelle profondità della terra, giurando vendetta.
Allora Re Belzon pronunciò una Profezia, che avrebbe riportato su Ĕahnart i Quattro Re Draghi il giorno in cui Hellord fosse rinato.
Tremila anni dopo quella battaglia, un orribile incubo sconvolge la vita di una principessa, Lean del Regno di Baharam. Per quattro giorni un mondo di fuoco e morte occupa i suoi sogni, insinuandole nel corpo terribili presagi.
Decisa a scoprire il significato di quelle visioni, si rivolge a una "Maga", che le svela una terribile verità: la Montagna si sta svegliando e con essa ogni creatura celata al suo interno.
Lean non ha scelta. Deve partire subito per trovare i prescelti e risvegliare i Quattro Re Draghi dai loro Regni nascosti, e, insieme a loro, dare voce all'antica profezia pronunciata da Belzon.

Lo trovate su Amazon


2) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Nel primo post ho accennato al fatto che questa saga fantasy fosse la sfida della mia vita. È così: è stato il mio primo libro pubblicato (nel 2009), è stata la prima esperienza come autrice, una storia che mi è entrata nell’anima e che da troppi anni attende di uscire fuori.
Come tutte le cose belle, è nata quasi per caso durante gli anni del Liceo. A quei tempi amavo disegnare i manga e mi cimentavo a inventare nuove storie, così un giorno mi ero messa a fare qualche schizzo per un fumetto fantasy, in cui i protagonisti dovevano risvegliare i loro draghi custodi. Finiti i disegni mi sono chiesta “Perché non metterla per iscritto questa storia?”. Sul momento mi era parsa una bellissima idea, l’avevo già fatto prima, ma mai avrei immaginato che ne sarebbe scaturita una saga. Ricordo che mi resi conto subito che i tempi per terminarla sarebbero stati lunghi, la storia aveva molto da dire e per completare le prime 500 pagine impiegai sei mesi. Ed ero solo all’inizio.
Fu così che scoprii la passione per la scrittura. Avevo 17 anni e poco ne sapevo, ma sentivo dentro che dovevo continuare. E così feci. Scrissi subito il continuo e capì che sarebbe diventata una trilogia.
Nel 2008, dopo varie riletture e correzioni, decisi di tentare la pubblicazione. Nel 2009 uscì il cartaceo del primo volume della saga “I Quattro Re – I Sovrani della Luce”, ma si rivelò presto una brutta esperienza, data dalla mia ignoranza. Ignoravo infatti che il mondo dell’editoria fosse pieno di “professionisti” dediti solo a lucrare sulla pelle degli autori. A fine 2009 l’avventura con la casa editrice finì, e da allora questo romanzo è in rilettura e correzione continua.
Nel 2014, dopo ben cinque anni di fermo, mi sono decisa a occuparmene per l’ultima volta. Così ho ripreso in mano i file e li ho ripassati daccapo, modificandone quasi totalmente struttura, stile e avvenimenti. A novembre 2014 sono riuscita a pubblicare in ebook la 1° delle 3 parti che compongono il volume “I Quattro Re – I Sovrani della Luce”, mentre a breve sarà disponibile la 2° parte (sto ultimando le correzioni).
Ecco perché ho parlato di “sfida della mia vita”. Da dodici anni questa storia accompagna le mie giornate, non passa momento in cui non penso a lei, ai personaggi, alle evoluzioni e a ciò che accadrà loro. Ed è per questo che mi sto mettendo d’impegno per darle la giusta veste, la migliore qualità possibile e presto una fine.



3) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

“I Quattro Re – I Sovrani della Luce” è un romanzo che appartiene al genere fantasy epico, il fantasy classico. Scritto su ispirazione de Il Signore degli Anelli, lo differenzia dalla maggior parte dei romanzi del genere per la totale mancanza dei personaggi tipici del filone: elfi, nani, gnomi, troll, orchi ecc. Non troverete nessuna di queste figure, ma troverete creature inventate da me e, come suggerisce la copertina, incontrerete i Draghi. Sì, con la D maiuscola, perché non si tratta di mere cavalcature o di terribili mostri da combattere e uccidere, bensì di divinità.
I Re Draghi sono quattro: Skysor, Hidral, Flameron ed Earthalor. Poi c’è Belzon, il primo Re, colui che ha generato l’universo e dato vita a ogni cosa esistente. Ognuno di essi rappresenta un elemento della natura, che lo ha generato e sul quale governa. Skysor è il Re dell’Aria e dei venti, Hidral dell’Acqua e delle tempeste, Flameron del Fuoco e dei vulcani, Earthalor della terra e degli alberi (e in generale di tutta la vegetazione che si nutre dalla terra). Belzon rappresenta la Luce, quella benevola del Sole, che dona vita e calore.

"[...] Hidral, Skysor, Flameron ed Earthalor. I Quattro Re.
Belzon li chiamò a sé, uno a uno, e unì agli elementi dai quali erano stati generati tutto il suo calore, la sua sapienza e la sua Luce, facendo loro dono del potere di dare la Vita.
I Quattro si sollevarono in volo e raggiunsero il Sole nel cielo, si fusero in esso e divennero una sola cosa. Belzon sentì la forza e la bellezza di ciò che aveva creato, e ciò gli riempì l’anima di felicità.[...]”

I loro opposti sono i Draghi del Caos: i Draghi Neri. Sono creature della notte, si celano su Tharos, il vulcano più alto di tutto il Continente, e da lì attendono la loro ora. Il loro sovrano è Hellord, un terribile Drago che fu sconfitto da Belzon all’inizio dei tempi, e che da tremila anni attende la sua vendetta.
Infine troviamo altre due figure divine: Narnag, il Drago Ombra, l’equivalente della figura della Morte. È un’ombra, che appare nel momento della propria dipartita. Eden, il Drago di Cristallo, nel cui regno vengono accolte le anime dei morti salvate dalla dannazione di Narnag. Questo Drago ha anche il potere di creare i sogni e le visioni.
Ogni forza della natura e tutti gli equilibri sono controllati e dominati dai Re, grazie alla loro magia. Controllano anche che il Caos resti sopito, e con esso ogni creatura oscura. Così, quando l’equilibrio si spezza e Tharos si risveglia, sono loro a dare l’allarme su tutta la Terra, affinché si dia voce all’antica Profezia pronunciata da Belzon: trovare i prescelti e guidare i Quattro Re nell’ultima, decisiva, battaglia contro il Caos.

“[...] E luce sia fatta, disse Belzon osservando il Mondo che si andava creando".
"Un nuovo tempo sta per cominciare, verrà chiamato l’Era del Sole, dove la Luce non tramonterà mai", continuò dalla cima di Tharos, guardando a Est il Sole che nasceva.
Si voltò verso i suoi figli e pronunciò la Profezia che li avrebbe richiamati sulla Terra, quando quella vendetta giurata si sarebbe palesata.

Quattro Re per Governare il Mondo,
Quattro Re per custodire il Tempo,
Quattro Re per riportare la Luce
nelle nebbie dell’Inverno Perpetuo
quando i cieli si fossero spezzati
e il Caos fosse tornato

Con questa Profezia i Quattro Re divennero i protettori dell’universo e a ciascuno fu dato un regno, dal quale vigilare su Ĕahnart.
"Verrà il giorno in cui quattro Cavalieri vi verranno a cercare e vi cavalcheranno nell’ultima battaglia per la Vita. Voi attenderete il momento in cui la Profezia troverà la via della realtà e il Prescelto mi richiamerà sulla Terra".
Con un balzo si levò nel cielo, dorato e maestoso, volò verso il Sole e scomparve nel bagliore delle sue fiamme.
"Io vi proteggerò sempre".
Con queste parole nella mente, i Quattro Re si divisero, recandosi ciascuno nel proprio regno.
Crearono altra Vita: animali d’ogni dimensione e specie, innumerevoli varietà d’insetti, e altri Draghi, nati anch’essi dalla fusione degli elementi.
Per ultima crearono la specie umana, affinché custodisse la loro storia e la tramandasse nel corso dei secoli e delle generazioni, per mai dimenticarla.
Infine rimasero nell’attesa che la Profezia si compisse.[...]”




4) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Buongiorno magiche stelle! Oggi qui a Milano giornata grigia e ventosa, dicono che diluvierà, speriamo di no... non ne posso più del freddo e della pioggia!
Continua la presentazione del mio romanzo fantasy "I Quattro Re - I Sovrani della Luce"; ieri sera nell'intervista si è accennato ad alcuni personaggi del libro, pertanto è venuto il momento di presentarveli.
La protagonista del romanzo è Lean, il cui nome completo è Eleonor.
Figlia di Re Ferus, regna su Baharam assieme al padre al posto della madre, scomparsa in circostanze misteriose quando lei aveva solo cinque anni. È così cresciuta da sola, ricevendo tutti gli insegnamenti necessari al ruolo dal suo Maestro, e Consigliere del Re, Olastor, e imparando a destreggiare le armi grazie ad Anthor, Primo Cavaliere. Ama la solitudine della sua torre e la compagnia del suo cavallo, col quale trascorre le poche ore libere della giornata al galoppo lungo le vaste terre intorno al regno.
La crescita forzata e le responsabilità cui ha dovuto far fronte sin dalla giovane età, le hanno forgiato un carattere deciso e forte, che le viene in aiuto ogni giorno per superare il ricordo dolente della madre scomparsa.
La notte della festa in onore della Profezia, Lean si trova sulle mura merlate a osservare le stelle. In quel momento ode delle voci chiamarla in una lingua antica e sconosciuta, non capisce cosa le dicono ma sente in esse l’angoscia per un pericolo imminente. Da quella notte e per le successive quattro i suoi sogni sono tormentati da incubi, in cui un’ombra si stacca da una montagna nera, e il fuoco della lava distrugge ogni cosa.
L’incontro con Hantima, la Regina del vicino regno di Henham, sarà fondamentale per comprendere cosa quei sogni vogliono dirle: Tharos si è svegliato e i Draghi del Caos sono di nuovo liberi.

[...] Lean si svegliò di soprassalto, sudata. Il respiro le usciva a fatica, come se qualcosa in gola non le facesse passare l’aria.
Disorientata, si guardò intorno; negli occhi vedeva ancora quelle scene di fuoco e morte e le ci volle un po’ prima di rendersi conto che intorno a lei c’era solo la sua stanza buia, e che tutto ciò che aveva visto era stato un orribile incubo. Chiuse gli occhi e si accasciò sul cuscino, umido di sudore.
"Mio Sovrano…"
Si alzò e andò alla finestra, sporse il viso verso la brezza notturna e subito si sentì meglio, le immagini del sogno si ridussero a brevi lampi senza significato e il respiro si fece più calmo.
Con stupore si accorse che la notte stava passando in fretta, il cielo si era fatto più chiaro e la Valle cominciava a intravedersi attraverso la sottile foschia che velava l’orizzonte. Riusciva a distinguere, seppur a malapena, le masse tondeggianti delle basse colline intorno al Regno, dove le macchie più scure erano le querce che vi nascevano, simili a giganti incappucciati. Poche fiaccole illuminavano le strade della città e quelle del Palazzo, dove i soldati montavano il turno di guardia.
Tutto era silenzioso e tranquillo.
In alto le stelle avevano modificato le loro posizioni. Le costellazioni di Flameron e di Earthalor non si vedevano più, così come quelle di Hidral e Skysor, ma riluceva ancora la sagoma di Eden, spostatasi verso Ovest. La sua vista le ricordò le voci che aveva udito quella sera e per un attimo le parve ancora di percepirle.
Ma si sbagliava. Molte delle stelle che aveva creduto di vedere più grandi e luminose non risplendevano più in cielo, calate ormai dietro alle alte montagne. Così tornò ancora una volta a spaziare con lo sguardo sul paesaggio attorno a lei.
Il suo sguardo allora si posò lontano, a occidente, là dove, a dispetto della foschia mattutina, erano chiare le alte vette della catena di Thor, dette anche Montagne Nere per non pronunciarne il nome. Disegnavano sullo sfondo blu una perfetta sagoma dentellata, talvolta più alta, talvolta più bassa, come i denti aguzzi di un Drago, e in mezzo si stagliava la vera Montagna Nera, dove tanto tempo addietro si erano ammassati gli eserciti del Caos.
Si distingueva perfettamente, con la sua cima scoscesa e aguzza che nascondeva un vulcano che da millenni non mandava più fumo né cenere. La Vita su di essa non era mai arrivata, non crescevano nemmeno gli arbusti delle alte montagne. Era simbolo di morte e come tale la Vita stessa la ripugnava.
– Tharos – sussurrò Lean.
Pronunciare quel nome fu come una scossa per il suo corpo. Un improvviso sbuffo d’aria le scompigliò i capelli e sollevò le tende dietro di lei. Gli stendardi fecero uno scatto nella direzione del vento, quindi tornarono ad accasciarsi contro i pali che li reggevano. In basso anche le guardie si bloccarono per un istante, come se avessero avvertito qualcosa di strano nell’aria.
Lean rabbrividì, lanciò un ultimo sguardo verso quelle sagome scure, fortunatamente così lontane, tirò le tende e tornò al suo letto. Dal lucernaio Eden era sparita e per lei fu un sollievo. Il suo sonno sarebbe stato senza sogni. [...]



5) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Re Ferus è il padre di Lean, un uomo dalla forte tempra e dal rigore ferreo, con cui ha educato Lean sin da piccola. Anche per lui le notti sono tormentate: un incubo ricorrente gli mostra sua figlia che si volta per andarsene, forse per sempre. Non riesce a darsi pace, così, quando Lean gli racconta dei suoi sogni e dei suoi timori, in lui cresce la paura accecante che, dopo la moglie, il destino voglia portarle via anche l’unica figlia.
Il terrore cresce a dismisura quando Lean gli comunica che ha intenzione di incontrare Hantima, la Regina di Henham, lontana amica della moglie.

“[...] Suo padre era in piedi di fronte alla vetrata, teneva le mani dietro la schiena, dritta e immobile, e il viso rivolto al calore del Sole. Indossava ancora la camicia da notte e i capelli erano in disordine. Non era abituata a vederlo così. Gli parve molto più vecchio e ciò la lasciò senza parole.
– Buongiorno padre – riuscì a dire.
Si avvicinò cauta e Ferus si voltò a guardarla. Lean notò in lui lo sguardo vago di chi ha la mente persa fra mille pensieri.
– Buongiorno anche a voi.
L’uomo si allungò verso di lei e le diede un piccolo bacio sulla fronte. Lean appoggiò la testa contro il petto robusto, sospirò e infine si staccò. Non sapeva come cominciare.
Passarono interminabili attimi di silenzio fra loro. Ferus non disse nulla, guardava il giardino fuori dalle vetrate, rapito da chissà quali pensieri.
– Devo parlarvi di una questione molto importante, padre – fece una pausa in cui Ferus continuò imperterrito a guardare fuori. – Spero che mi ascoltiate con attenzione, poiché frutto di profonde riflessioni.
Suo padre non rispose.
– So che è una decisione che non approverete, perciò è bene che vi spieghi tutto dall’inizio, così potrete comprendere al meglio.
Fece un profondo sospiro.
"Ecco la parte difficile".
– Sono tre notti che faccio uno strano sogno, anzi, è un incubo, tanto è terribile. Vedo la Valle, tutto è bello e felice, ma ben presto si trasforma in orrore.
Le immagini ripresero a scorrere davanti a lei. Sobbalzò e chiuse gli occhi ma la mano di suo padre sulla spalla riuscì a scacciare l’angoscia che tornava a impadronirsi di lei.
– Raccontatemi tutto – le disse Ferus.
Lean raccontò ogni particolare del suo incubo, cercando di descrivere come meglio poteva l’orrore che aveva provato di fronte a ciò che vedeva. Suo padre ascoltò senza mai interromperla.
Quand’ebbe finito si voltò a guardarlo e trovò i suoi occhi grigi fissi nel vuoto.
– Cosa ne pensate? – chiese, turbata da quello sguardo.
Ferus deglutì e Lean lo imitò.
– Ciò che avete visto… è orribile – rispose.
– Sì, lo credo anch’io, nonostante all’inizio non volessi ammetterlo – fece un passo verso i giardini al di fuori e lì si voltò di scatto. – Ma cosa può voler dire?
Ferus la raggiunse. Teneva ancora le mani giunte dietro la schiena ma lo sguardo era ancor più buio di prima.
– Non saprei, Lean. A volte i sogni sono carichi di misteri, spesso vogliono dire tutto e altre volte niente. Eravate intenta a guardare le stelle la sera della festa, mi avevate detto di avvertire qualcosa, una voce. Forse nei sogni vi è stato svelato qualcosa.
– Non faccio altro che pensarci, tutto il giorno, ma non riesco a capire cosa vogliano dirmi. So solo che c’entra Lei, in qualche modo, e quell’Ombra… Non è un buon presagio.
– No, l’Ombra non è mai un buon presagio – rispose Ferus con tono grave.
– È proprio per questo motivo che necessito di aiuto, ho bisogno di capire, e c’è un solo modo per farlo – disse Lean.
Fissò il padre, decisa, e lui ricambiò confuso. Poi il suo sguardo mutò di colpo: le sopracciglia si aggrottarono e divennero un tutt’uno mentre un bagliore minaccioso appariva negli occhi.
– Non azzardatevi nemmeno a pensarlo! – tuonò.
Lean sobbalzò. Sapeva che sarebbe successo, ma non poteva desistere.
– Padre, è l’unica persona che può aiutarmi a capire queste visioni!
– No! E non insistete ulteriormente. Sapete benissimo come la penso al riguardo. Non voglio che la incontriate, né oggi né mai!
– Non potete impedirmi di vederla! Era amica di mia madre quando era…
Non riuscì a finire la frase, uno schiaffo improvviso la ammutolì. Si ritrovò a guardare il pavimento, sorpresa per quella reazione.
– La Regina Hantima non è la risposta che cercate, porta solo guai – Ferus abbassò la mano e uscì sul portico.
Lean cercò di ricomporsi. Si era aspettata di tutto, ma uno schiaffo…
– Voi la accusate ancora per la scomparsa di mia madre, vero?
Ferus non rispose, ma il suo sguardo tradì i pensieri che cercava di tener nascosti.
– Vi ho spiegato le mie ragioni, ho riflettuto molto su tutto e sento che lì troverò le risposte che cerco. L’avete detto anche voi, l’Ombra non è un buon presagio. Potrebbe nascondersi molto di più di quello ho visto. C’era Tharos in quelle visioni, c’era Narnag. Non ho memoria nei miei studi di altre volte in cui l’Ombra si sia rivelata in sogno.
Fece una pausa, suo padre era ancora immobile di fronte a lei e la fissava con occhi gelidi, ridotti a due fessure.
– Per molto tempo mi avete impedito di conoscere colei che per mia madre era come una sorella, ma che per voi è una Strega. Hantima è una Regina, ed è nostra alleata nei commerci. Lo è anche militarmente. Non potete mettere i vostri pregiudizi al di sopra di tutto questo.
– Non andrete a Henham. Il discorso si chiude qui. Ora andatevene – Ferus si girò e s’incamminò lungo il sentiero, verso i giardini.[...]”



6) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Buona serata stelle! Vi lascio con l'ultimo post per oggi. Domani sarà una giornata intensa, è in programma la presentazione del mio romanzo storico I demoni di Mezzanotte presso una biblioteca della mia zona. Incrociate le dita per me!!! Troverò in qualche modo degli attimi per inserire gli ultimi tre post che mancano.
Nonostante i timori del padre, Lean si reca a Henham, dove è certa troverà tutte le sue risposte.
Una volta lì, viene accolta nel palazzo delle rose, la casa di Hantima, il cui simbolo è la rosa metà rossa e metà bianca. Lean rimane estasiata quando si ritrova nei giardini privati della regina, circondata da decine e decine di rose rosse e bianche, e ancor più emozione la prova quando conosce finalmente la donna che per anni era stata amica e sorella di sua madre.
Hantima ha lunghi capelli color del fuoco, ricci e folti, occhi verdi come l’erba delle vallate e una bellezza senza tempo. Il suo sguardo pare leggere l’animo, e Lean ne resta ammaliata. È certa che molti dei dubbi che la tormentano verranno dissipati, e resta sorpresa quando capisce che la donna la stava aspettando.

“[...] Ovunque crescevano cespugli carichi di rose rosse e bianche. Lean rimase senza fiato alla loro vista.
Forse anche la mamma ora si trova in un posto meraviglioso come questo, pensò, guardandosi intorno estasiata.
Seguì il sentiero, che svoltava a destra, fiancheggiando la siepe, e infine curvava alla sua sinistra. Lì, una serie di gradini portava a un giardino superiore. Lean sollevò il vestito e cominciò a salire, oltrepassando l’alta siepe. Sulla sommità un’ampia piana d’erba si estendeva a perdita d’occhio.
Il sentiero continuava ancora per decine di passi, infine si perdeva nell’ombra confortante di un pergolato.
– Che ne dici del mio giardino?
Lean trasalì e si voltò. Dietro di sé, a pochi passi, c’era una donna. Era più alta di lei di almeno due spanne e indossava un abito bianco, simile al suo ma dalla scollatura meno profonda e il tessuto così morbido e sottile che le avvolgeva alla perfezione un corpo robusto e formoso. I capelli scendevano lungo le spalle e la schiena con ricci morbidi e sinuosi, di un rosso così brillante da sembrare infuocati.
Lean rimase immobile a guardarla. Finalmente era davanti alla donna di cui aveva tanto sentito parlare, la donna che aveva condiviso una forte amicizia con la sua amata madre. Quella donna che tutti chiamavano Strega.
La Regina sorrise e si avvicinò un po’ di più. Lean osservò con attenzione i suoi profondi occhi verdi, che la fissavano con tenerezza, la pelle liscia e pallida, le labbra carnose. Doveva avere circa l’età di sua madre ma era tanto giovane e bella nell’aspetto che avrebbe potuto essere poco più grande di lei. Solo i suoi occhi tradivano l’animo nobile e maturo.
– Eccoti finalmente, principessa Eleanor – sospirò e sorrise più apertamente – Mia cara Lean.
Lean socchiuse la bocca e accennò un breve inchino. Si sentiva tremare le mani dall’emozione.
– Hai gli stessi occhi di tua madre, carichi di forza ma allo stesso tempo pieni di dolcezza.
Sentì le gambe divenire leggere. Non riusciva ancora a credere di essere lì, e non riuscì nemmeno a rispondere a quella frase. Poté solo sorridere.
– Hai ragione. Non è il momento per parlarne – disse, oltrepassandola per avviarsi verso il pergolato – Vieni, così possiamo bere qualcosa di fresco.
Lean la seguì a qualche passo di distanza; i suoi capelli scivolavano morbidi sulla schiena fino alle natiche, e risaltavano sul vestito candido. Raggiunsero il pergolato e si ripararono nella sua ombra. Il profumo di gelsomino e rose era così intenso che Lean si sentì girare la testa.
– Siedi qui con me, ti va un po’ di succo di mele?
– Grazie – annuì, grata.
Si sedettero sulla panchina e osservò Hantima afferrare una brocca dal tavolo di legno accanto e versare del liquido verde chiaro in due coppe. Gliene porse una e assaggiò la bevanda: era deliziosa. Hantima sorrise e bevve anche lei, quindi posò la sua coppa.
– So perché ti trovi qui, ora. Oscuri presagi affiorano nella tua testa, troppe domande hanno bisogno di risposte – la donna sospirò e chiuse gli occhi.
Quando li riaprì, un sorriso le increspò il volto – Ma non è questo il momento per parlarne – disse.
Lean non seppe come rispondere, così bevve ancora. Hantima la osservò, e sotto il suo sguardo arrossì. Quella donna aveva occhi dello stesso colore del prato della collina, ed erano così luminosi e profondi da darle l’impressione che potessero spogliarla di ogni segreto.
"Forse è vero che ha doti magiche".
Sospirò e posò la coppa vuota. C’erano così tante cose che avrebbe voluto chiederle, ma d’improvviso non seppe come cominciare.
Hantima le accarezzò una guancia. La sua mano era calda e liscia e a quel tocco Lean si sentì meglio.
– Attendevo da tanto questo momento – disse, – da quando mia madre è scomparsa… Per notti intere ho cercato le risposte ai miei dubbi, e molte volte ho desiderato venire da voi, per sapere.
– Lo so Lean, avevo previsto il tuo arrivo già molto tempo fa – fece un lungo respiro e guardò il giardino.[...]”



7) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Ciao stelle!! Stamattina si è svolta la presentazione in biblioteca del mio storico. E' andata bene, pubblico poco ma abbiamo chiacchierato moltissimo e confrontato due generi completamente diversi: il fantasy e lo storico. Sono sempre molto interessanti questi confronti perché alla fine viene sempre fuori che i due generi hanno caratteristiche molto simili, seppure non in apparenza.
A proposito di fantasy, oggi si completerà la presentazione de I Quattro Re. Abbiamo visto alcuni dei personaggi principali e ora voglio darvi qualche info in più sugli antagonisti della storia.

I nemici della Luce sono i Draghi Neri. Creature notturne, malvagie e pervase dalla brama di distruzione, sono rimaste rintanate nell’oscurità per tremila anni, sino a quando Tharos si è svegliato. L’arrivo di un Drago Nero, magro e debole, al suo cospetto, ha segnato il risveglio del grande vulcano. Zorbon è il nome di questo Drago, uno scheletro volante che vagava da tempo senza meta sulla Terra.
La montagna lo accoglie come un figlio, gli dona nuova forza e potere, e nelle sue profondità gli fa conoscere il suo Sovrano, Hellord, null’altro che una voce nella sua testa. Zorbon capisce che il suo scopo è quello di far rinascere il Re del Caos, così non perde tempo e ordina la ricostruzione del regno che una volta aveva dominato su Ĕahnart.

“[..] Temette di essere morto; non sentiva più il peso del corpo né il dolce tepore del fuoco che lo avvolgeva. Visioni contorte e indecifrabili gli si formarono nella mente, forme e sagome senza senso si materializzarono dal nero profondo e gli danzarono intorno, ammaliandolo.
Lenti i pensieri divennero via via più precisi: percepì il freddo della roccia sotto di sé e si sentì sazio, anche se non mangiava nulla da giorni. Aprì gli occhi con difficoltà; intorno, l’ombra era rischiarata dal riflesso della lava nel cratere e da ogni lato provenivano rumori di pareti grattate e rocce trasportate da esseri striscianti. Cercò allora di ricordare dove si trovasse.
Giaceva su un duro terreno di pietra all’interno di una grotta, con la coda arrotolata intorno alle zampe e le ali raccolte lungo un corpo caldo e forte, abbandonato al riposo totale. Il suo respiro si condensava in sbuffi di vapore, sentì il cuore pulsargli con vigore nel petto e i muscoli del corpo contrarsi al minimo movimento. Si sollevò sulle zampe e, incredulo, scoprì di essere rinato.
Tutto in lui era diverso: le zampe erano avvolte da muscoli possenti, e munite di artigli lunghi e appuntiti. Le sue amate ali erano di nuovo integre, con una cartilagine nera e perfetta. Le aprì e osservò affascinato il movimento flessibile e sinuoso della pelle. Numerose corna e protuberanze erano cresciute a dismisura su tutto il corpo, dalla punta del muso fino alla fine della coda.
Estasiato da tanta bellezza, immaginò di avere gli occhi rossi come quelli dei Draghi che aveva incontrato prima.
Per la prima volta era completo, possedeva tutto ciò che sempre aveva desiderato, ma soprattutto sapeva bene che cosa doveva fare. Uscì dalla grotta e si fermò sulla sporgenza a osservare tutto ciò che lo circondava: la lava scorreva ovunque, densa e abbondante. Alla sua vista i vermi strisciarono lungo le pareti e s’infilarono nei cunicoli, i Draghi Neri si voltarono a guardarlo e chinarono le teste.
Zorbon scrutò tutto con gli occhi fieri di chi ha ritrovato il suo posto nell’ordine delle cose. Spalancò le ali e lanciò un ruggito, che si propagò nella gola e fece vibrare le pareti stesse del vulcano. Quindi si lanciò in volo, librandosi leggero e maestoso.[..]”



8) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Siamo arrivati al penultimo post di presentazione.
Gli ultimi personaggi di cui vorrei parlarvi sono Alador e Melthor, i raminghi.
Giungono a Baharam quando Lean si trova a Henham, e il loro primo incontro avviene proprio quando la principessa rientra nel regno con gravose notizie. La loro permanenza a Baharam deve essere breve; essendo raminghi, fremono dal desiderio di ripartire ma la necessità di riposare e acquistare nuove cavalcature li costringe a fermarsi qualche giorno in più rispetto a quanto voluto.
È così che sentono per caso del viaggio che Lean sta organizzando verso Dargor, un regno alleato distante alcuni giorni di viaggio, e chiedono di potersi unire al gruppo per poi da lì riprendere la strada in solitaria. Lean però è contraria e si oppone alla loro richiesta. Ritiene che il suo viaggio e la missione debbano restare segreti, ma suo padre le fa capire che non potranno esserlo a lungo.

“[...] Avvolta da piacevoli ricordi, Lean finì di spazzolare il corpo di Silver, afferrò grosse ciocche dalla criniera, le pettinò e le intrecciò. Infine riempì la mangiatoia con abbondante fieno, quindi si appoggiò alla porta di legno del recinto per guardarlo mangiare.
In quel momento il portone della scuderia si aprì con un forte cigolio, seguito subito dopo dalle voci di alcuni uomini. Lean trasalì, e si voltò a guardare di chi si trattava.
– E qui sono tenuti i cavalli migliori – stava dicendo uno dei due uomini.
Non riuscì a vedere i loro volti, la luce del primo mattino illuminò tutto di colpo e dovette voltarsi, infastidita.
– Principessa, perdonate, non sapevo foste già qui.
I due uomini si avvicinarono e Lean riconobbe uno dei capitani dell’esercito.
– Capitano – salutò, – stavo giusto per andarmene – spostò lo sguardo sull’altro uomo e si accorse con stupore che si trattava di uno dei due raminghi ospiti di suo padre.
– Cavaliere, anche voi qui? – chiese.
– Principessa – la salutò lui, con un lieve inchino.
Il suo aspetto era elegante e ordinato, a differenza del giorno in cui l’aveva conosciuto, e i lunghi capelli erano legati in una coda.
– Stavo facendo vedere al Cavaliere Alador le scuderie – disse il capitano.
– Siete interessato a uno dei nostri cavalli? – chiese Lean, carezzando con orgoglio il muso di uno dei cavalli nei recinti.
– In verità sì. Le nostre giumente non sono più in forze e vorremmo riprendere presto il nostro viaggio. Ci servono due cavalli giovani e robusti, e mi è stato consigliato di chiedere al capitano – rispose Alador.
Lean lo osservò, quindi sorrise. – Il capitano è certamente la persona migliore per consigliarvi delle ottime cavalcature.
Fece una pausa. – Tuttavia ritengo sia meglio che mostri io al Cavaliere Alador i migliori soggetti – aggiunse.
L’uomo annuì, perplesso, s’inchinò e uscì dalla scuderia.– Abbiamo molti cavalli ottimi, ne avete parlato anche con mio padre?
Alador trasalì appena e Lean corrugò la fronte.
– In verità ne abbiamo parlato solo con il Cavaliere Anthor. È stato lui a mandarmi dal capitano.
– Sono certa che mio padre potrebbe consigliarvi ancor meglio – si avvicinò all’uomo e lo invitò a seguirla. – Ditemi, avete già una meta?
– Ancora no, stiamo studiando le mappe che Olastor ci ha messo a disposizione per capire la strada migliore da percorrere.
– Senza una destinazione non potete scegliere la strada, Cavaliere. Qual è lo scopo del vostro viaggio?
L’uomo la scrutò, quindi scosse la testa. – Siamo raminghi da moltissimi anni, ci spostiamo per i regni e ci rimaniamo il tempo necessario per riposare e rifocillarci. Infine ripartiamo. Non abbiamo mai pensato alla nostra vera meta, solo a viaggiare e a sopravvivere.
Lean ascoltò con attenzione e annuì. Non comprendeva come si potesse viaggiare senza una destinazione, né un motivo, ma lo trovava affascinante.
– Avrete certamente visto molte cose nei vostri viaggi.
– Molte, sì. Forse anche troppe. Abbiamo pensato spesso di fermarci, una volta ci siamo quasi riusciti, ma stare fermi ci inquieta più che vagare per terre sconosciute.
– Avete molto coraggio, Cavaliere, lo apprezzo. Vorrei averne un po’ anch’io – sospirò ma subito si accorse di aver osato troppo.
– Il vostro posto è qui, principessa, non per terre selvagge. E qui il vostro coraggio deve essere diverso e più grande del mio – rise, – non potrei mai parlare di fronte a un popolo intero. Mi tremerebbero le gambe.
Lean sorrise appena. – Sono stata istruita per questo. [...]”



9) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE ROMINA PRINCIPATO DEL TEAM LETTORI COME STELLE

E anche questa volta siamo giunti al termine della presentazione. Scusatemi per l'ora tarda, è stata una giornata intensa e ora, prima di andare a nanna, sono in pieno nei preparativi per la fiera del libro di Torino.
È stato emozionante per me ripercorrere il passato di questo romanzo, e soprattutto parlarvene così apertamente. In genere non lo faccio mai, la prima pubblicazione è stata davvero un’esperienza umiliante e avevo promesso di non pensarci più. Ma ora ho capito che se oggi sono quel che sono, se sono cresciuta così tanto in questi anni come autrice, è stato anche grazie a quell’esperienza.
Giovedì sera, durante l'intervista all'autore, mi è stato chiesto se ascolto musica mentre scrivo. Ne ascolto moltissima e il genere varia in base a ciò che sto scrivendo. Per i Demoni ho avuto bisogno di melodie cupe, mentre per questo fantasy ho necessità di suoni epici, che facciano volare l'immaginazione.

Vorrei farvi ascoltare alcune delle musiche che hanno accompagnato le innumerevoli ore di scrittura. Ognuno caratterizza un momento saliente della Saga.
La prima che voglio farvi sentire è la musica perfetta che descrive il momento in cui Lean sente le stelle chiamarla. "Eilĵn", sussurrano nella notte, ovvero Eleonor nella lingua dei Draghi. E poi ecco gli incubi, le fiamme, l’Ombra che si stacca dalla Montagna. 
DAR-KUNOR - RHAPSODY https://youtu.be/b2GFYlP7TrU

Questa invece rappresenta il momento in cui Tharos si risveglia.
LORD OF THE WINTER SNOW - LUCA TURILLIhttps://youtu.be/Rh83u0jRh9g

E infine questa, il viaggio di Lean verso Henham, alla ricerca della verità QUIETUS - EPICA https://youtu.be/El1Wq5trk2Y

Ogni fase del romanzo ha avuto una sua musica specifica. Ho anche creato un cd con tanto di copertina e titoli Emoticon grin anni fa, durante la prima presentazione che feci in libreria, ad ogni copia acquistata c'era in omaggio questo CD. Spero di aver fatto sognare tante persone, e di aver incuriosito anche voi!!
Ora vi do la buonanotte, domani mi attende il Salone del Libro!!
Kiiisssss

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