lunedì 25 maggio 2015

PRESENTAZIONE "OSCURE VISIONI" di Miriam Palombi




1-Presentazione del libro OSCURE VISIONI di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle” . Prefazione e cover.

Creature mostruose ed esseri sovrannaturali. Streghe, demoni e spiriti inquieti animano l'immaginario delle più antiche tradizioni popolari.
Un immaginario collettivo che attinge dalle zone d’ombra dell'animo umano, dove dimora l'inquietudine dinanzi a ciò che non si riesce a comprendere: la morte, il dolore, l'ignoto, l'irrazionale.
Il genere letterario horror, propriamente definito, nasce nel ‘700 con il romanzo gotico. Dominante è l’ambientazione, castelli medioevali, antiche magioni, monasteri.
Intorno all’800 il filone si arricchisce di elementi legati al mondo delle scienze, nascono romanzi come “Frankestein” di Mary Shelley o “Dott. Jekyll e Mr.Hide” di Stevenson, che ripropongono l’eterno conflitto tra bene e male, insito nell’uomo.
Esempio della morbosa seduzione del male è l’opera di Bram Stoker, Dracula. Il personaggio è visto come un “moderno predatore” che soggioga le sue vittime.
Con i racconti di Edgar Allan Poe si piomba negli abissi dell’io; la personificazione della morte come nel racconto La Maschera della Morte Rossa o il terrore di sepolture premature e reincarnazioni come in Berenice e Morella.
Nei primi del ‘900, con Lovercraft si approda all’Horror mitologico, dove la paura viene da un mondo sconosciuto, fatto di antiche civiltà ormai perdute e di culti crudeli.
I racconti di questa raccolta sono quindi dichiaratamente un omaggio ai classici del genere, sia per le ambientazioni sia per i temi trattati. Questa precisazione è doverosa, nel caso in cui qualcuno di voi lettori mi accusasse simpaticamente di aver peccato di originalità.

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2-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle” . Archetipi horror.
Nel corso dei decenni, la narrativa horror si è caratterizzata mediante figure ricorrenti, protagonisti ideali dei miei racconti. Vorrei analizzarne solo alcuni insieme a voi. Primo fra tutti il fantasma o spirito inquieto, da sempre considerato strumento attraverso cui è alimentata la paura per l’oltretomba. Presente in molti racconti della classicità, trova espressione nell'Amleto di William Shakespeare, anche se a me piace citare Shining di Stephen King. Passiamo ora al vampiro, incarna la figura del "predatore" che esercita sulle proprie vittime una forma di predominio violento, caratterizzato da una profonda carica sessuale. I capostipiti letterari di questo archetipo horror sono Il Vampiro di John Polidori e Dracula di Bram Stoker, tralascerei i vampiri “luccicanti” della Meyer. Non possiamo dimenticare le temute streghe che erano arse sui roghi dalla Santa Inquisizione medievale per annullare gli effetti dei loro malefici, creature affascinanti, detentrici di segreti inafferrabili. In ultimo citerò il mostro o creatura informe, nella sua accezione più completa. Dalla morfologia animalesca oppure "mutaforma", a causa di esperimenti scientifici, della ribellione della natura, oppure perché abitante dei recessi sconosciuti del mondo reale. Tra quest’ultima categoria metterei anche i serial killer,“mostri moderni”, fin troppo reali.







3-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle”. Mostro.
L’ANTRO DELLA BESTIA
… Arrancando nel buio si accorse che i binari arrugginiti che aveva seguito fino a quel momento, non c’erano più e un’improvvisa voragine che aveva inghiottito il terreno si apriva davanti ai suoi piedi. Quella doveva essere la fonte del rumore che lo aveva accompagnato fin là, poiché in quel punto esso si udiva fortissimo e pareva più simile a un respiro rantolante.
Si sporse leggermente rimanendo proteso nel vuoto e quello che vide non fu ciò che cercava. Vide quanto di più assurdo e inconcepibile potesse scaturire dalla più fervida e orrifica immaginazione umana. Al centro di quell’affossamento, con le zampe gonfie e bluastre e con lembi di carne che si staccavano dal corpo come in un cadavere in decomposizione, sedeva in una posa oscena la Bestia.
Alzò gli occhi velati e lattiginosi verso il nuovo venuto mostrando l’orrendo volto deformato da protuberanze e bubboni. Da quella bocca simile a una piaga tra la carne putrefatta, uscirono parole simili a grugniti.
“Chi sei tu?”, disse smettendo di rantolare e alzando la testa dopo aver annusato l’aria come un cane. “Ah”, si rispose, “sei un umano! Avete tutti lo stesso odore. Ammoniaca e urina… Il lezzo della paura. Che diavolo vuoi?”.



4-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle”. Serial killer.
GIOCATTOLI ROTTI
…La lama era perfettamente affilata. La impugnò con sicurezza e con forza la infilò in profondità. Quando ebbe oltrepassato quella prima parte, soda e compatta, l’interno non oppose alcuna resistenza. Polpa matura.
Un fluido chiaro fuoriuscì dal profondo taglio e gli bagnò le mani.
Estrasse la lama umida e per un attimo la osservò. Lucida e reale. La lama non mentiva mai, sapeva dirgli se gli altri erano buoni o cattivi. La lama diceva sempre la verità, anche quando rifletteva l’immagine distorta del suo viso.




5-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle”. Strega.
IL MARCHIO
…Le parole uscirono dalla sua bocca come il sibilo di un serpente, si spandevano, riempivano l’aria, si attorcigliavano in una nenia senza fine.
Si muoveva veloce, in modo accurato alla sola luce di una candela, l’odore di sego bruciato le riempiva le narici inebriandola.
Sfiorò le pagine, pelle sottile che sembrò restituire l’antico calore. Poteva sentirlo respirare, emettere quel suono gutturale simile ad un rantolio.
Il libro le parlava e lei annuiva attenta.
Il libro aveva atteso e lei con esso, un sonno vigile prima del risveglio.
Un anno, un lungo anno in attesa di quell’unica notte.
E ora poteva sentirlo, “il flusso”, nascere giù nel profondo, dove non c’era più niente di umano, ribollire come melma nera verso la superficie.
Energia che cercava di emergere, fermandosi appena sotto la crosta terrestre. Tra le colline di quella campagna distesa, in quella provincia del nordest dove così bene aveva attecchito l’arte oscura.
Punti nevralgici, incroci di linee immaginarie, pura elettricità, cose che l’uomo aveva presto dimenticato. Ma esistevano esseri che avevano invece custodito.
Erano nate favole in quei luoghi, leggende che narravano di “quelle” come lei.




6-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle”. Ambientazioni.

Nella letteratura horror anche le ambientazioni hanno delle caratteristiche ben riconoscibili, spesso sono luoghi fatiscenti, antiche magioni dalla pessima fama, case stregate, chiese abbandonate e lunapark in disuso, sotterranei di grandi metropoli dalle atmosfere cupe.
Alcuni di questi luoghi oscuri sono descritti nei miei racconti, dove fondamentale è il concetto di “spazio chiuso” che, in questo caso, ha anche una valenza simbolica di alienazione.









7-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle”. Antica magione.STESSO SANGUE
…Poi li vide staccarsi dal fondo e, come ologrammi tridimensionali, sollevare le braccia e le mani scheletriche aggrappandosi alle cornici. Davanti ai suoi occhi sbarrati dal terrore, si manifestò lo spettacolo di quegli scheletri che si chinarono in avanti, si estero fuori dai loro quadri, piegarono le gambe e scesero dalla parete. Si muovevano in perfetta sincronia, ritmicamente, come al suono di tamburi invisibili, simili a guerrieri infernali.Indietreggiò velocemente, pressato dall’avanzare di quell’incredibile orda scheletrica. Si voltò e iniziò a correre tentando una porta dopo l’altra, un corridoio dopo l’altro. Alle sue spalle sentiva il sinistro picchiettio delle ossa degli antenati sull’antico pavimento di pietra farsi sempre più frenetico e vicino.





8-Presentazione del libro OSCURE VISIONI, di MIRIAM PALOMBI autrice del team “Lettori come stelle”. Biblioteca.
LA VENTICINQUESIMA ORA
…Avrebbe dovuto sbrigarsi. Esattamente alle ventitré e cinquantacinque minuti l’enorme porta di legno che separava l’esterno da quel mondo rarefatto si sarebbe chiusa, senza possibilità di uscita fino al mattino seguente. Non era soltanto una regola, ma un divieto assoluto di rimanere nei locali della biblioteca dopo la mezzanotte. Allo scoccare dei dodici rintocchi i locali dovevano essere tassativamente vuoti e, a quanto ne sapeva, nessuno aveva mai osato trasgredire. Non era quello un luogo dove trattenersi in solitudine, i cunicoli tutti uguali, insidiosi come labirinti, potevano far rizzare i capelli sulla testa. Non erano meno inquietanti le alte scaffalature che toccavano il soffitto, illuminate fiocamente da una luce soffusa che talvolta faceva intravedere cose che non c’erano e proiettava lunghe ombre sinistre sui mosaici del pavimento.



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